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Riceviamo e pubblichiamo – Dal 23 al 26 novembre si è svolta l’occupazione del liceo Mariano Buratti di Viterbo.
Motivo di fondo della protesta è il ddl 953 (ex Aprea) e i tagli indiscriminati alla scuola pubblica italiana.
Il ddl Aprea è un disegno di legge che prevede l’entrata dei privati nei consigli d’istituto, trasformandoli in consigli dell’autonomia, molto più simili a consigli d’amministrazione di un’azienda che ad un organo collegiale.
Ogni Cda avrà potere decisionale sulle modalità d’elezione dei suoi membri, non garantendo una giusta rappresentanza delle componenti scolastiche.
A conclusione delle varie assemblee informative si è svolto un workshop in cui, tra le tante riflessioni, è emerso il timore per una possibile entrata all’interno della scuola di aziende colluse con la mafia.
Ciò espone, inoltre, al rischio di una suddivisione tra scuole di serie A e di serie B, a seconda dell’interesse e dell’investimento economico dei privati rispetto all’istituto.
Gli studenti del Mariano Buratti si indignano davanti a uno Stato che punta alla crescita di individui ignoranti dei loro diritti e delle loro potenzialità. L’indignazione sorge anche di fronte ai tagli che vanno a minare la nostra formazione, garantendo, invece, cifre esorbitanti (223 milioni di euro) alle scuole private.
In quanto pubblica, la scuola deve essere il luogo principe della formazione democratica dell’individuo nella sua modalità più diretta e partecipata.
Da questa esperienza di protesta studentesca sono nate varie proposte costruttive frutto della nostra attenzione nei confronti delle suddette problematiche.
In primis, si è andata a strutturare una strettissima collaborazione tra le rappresentanze dei vari istituti del Viterbese, che intendono, coesi, mantenere viva l’agitazione di questi giorni affinché si continui a formare la coscienza di noi studenti e vengano comprese e accolte le nostre istanze.
Tale collaborazione si manifesterà portando in strada la protesta con un corteo al quale tutte queste scuole prenderanno parte.
Nell’ambito interno al nostro istituto, inoltre, è nata l’idea di instaurare un collettivo studentesco che porti avanti la campagna di formazione e informazione circa tutte le tematiche inerenti al diritto allo studio e alla strenua difesa della scuola pubblica.
Durante questi giorni di occupazione, per di più, si è data pratica dimostrazione della nostra volontà di attuare modalità didattiche innovative ed alternative alla solita didattica frontale, mediante l’organizzazione di lezioni tenute da noi studenti, corsi artistici, sessioni musicali, tornei sportivi, workshop e dibattiti di attualità.
Ci auguriamo che tutta la cittadinanza abbia compreso le motivazioni della protesta, e di aver dato un esempio di partecipazione attiva alla vita democratica auspicando di esser il simbolo di una futura società con un maggior senso civico di quella attuale.
Esprimiamo, infine, la nostra solidarietà ai docenti, come noi colpiti da simili vergognosi provvedimenti, e a tutte le altre categorie in lotta poiché vittime di politiche che credono di poterci risollevare dalla crisi prendendo di mira sempre le stesse fasce sociali.
Gli studenti del liceo Mariano Buratti
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