– E’ stato condannato a sei mesi l’uomo evaso dai domiciliari per soccorrere la moglie.
La sentenza è arrivata ieri mattina. Il giudice del tribunale di Viterbo Rita Cialoni non ha creduto al 40enne di etnia sinti arrestato a dicembre per evasione.
L’uomo, residente con la famiglia a Vetralla, aveva spiegato di essersi allontanato da casa solo per un’emergenza. La compagna, incinta di otto mesi, aveva accusato un malore. Lui era andato a telefonare ai soccorsi dal bar vicino. Un carabiniere lo ha visto e riconosciuto. Sapeva che l’uomo era ai domiciliari e non poteva uscire di casa. Da qui il successivo controllo e l’arresto per evasione.
La difesa contava su una serie di circostanze. La donna fu effettivamente ricoverata il giorno dell’arresto. Aveva accusato malori anche in precedenza. Per di più, il bimbo è nato prematuro, dieci giorni dopo l’arresto del padre, che non aveva precedenti per evasione. “Va assolto perché ha agito in stato di necessità”, hanno concluso i legali Andrea Fatello e Vissia Conti.
Ma non hanno convinto il giudice Rita Cialoni, che lo ha condannato a una pena superiore anche a avanzata richiesta dall’accusa: sei mesi contro i quattro chiesti dal pm Catia Naldi.
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