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(f. b.) – Presta soldi alla convivente e viene accusato di estorsione, assolto.
Un 36enne di origine macedone è stato scagionato dalle accuse di lesioni ed estorsione nei confronti della sua ex convivente, una 43enne italiana.
I fatti risalgono a un periodo compreso tra settembre e novembre 2011.
L’uomo, all’epoca, lavorava come gestore del circolo Arci di Soriano nel Cimino, locale spesso frequentato anche dalla sua compagna che, insieme a un’amica, passava diverso tempo a giocare con i videopoker.
Per colpa del vizio, la donna ha iniziato a perdere soldi. Prima piccole cifre, poi somme più consistenti. Fino a quando, non riuscendo più a rientrare nelle spese, avrebbe iniziato a chiedere aiuto al suo compagno. Lui, però, non potendo permetterselo, le prestava l’incasso delle stesse macchinette di videopoker delle quali aveva le chiavi.
Il proprietario del circolo, che ogni due settimane andava al locale per avere l’incasso, ha iniziato a notare gli ammanchi e a chiedergli spiegazioni. Lui, di conseguenza, ha insistito con la sua convivente per riavere da lei il denaro.
I due litigavano spesso per questo motivo, ma non solo. La donna, infatti, pare fosse molto gelosa. Tanto che un giorno mentre si trovavano insieme al circolo e il 36enne stava bevendo un bicchiere con degli amici e clienti del circolo, gli avrebbe per due volte tolto il bicchiere di mano per poi buttarlo.
Lui, infastidito, avrebbe lanciato una bottiglia colpendola sulla schiena, provocandole una contusione refertata all’ospedale. Da qui è partita la denuncia per lesioni, che la donna ha poi ritirato.
Quando all’estorsione, il giudice Eugenio Turco ha alleggerito l’accusa in esercizio arbitrario delle proprie ragioni e assolto l’imputato anche in considerazione del fatto che i soldi pretesi derivavano da un debito che la donna gli aveva fatto accumulare nei confronti del suo datore di lavoro.
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