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Tribunale - Soriano nel Cimino

Urla e ceffoni a figli e compagna, assolto

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

– Urla e liti non fanno una condanna per maltrattamenti in famiglia. Almeno, non sempre.

Il tribunale di Viterbo ha assolto un trentenne di Soriano nel Cimino, accusato di aver insultato e, talvolta, malmenato moglie e figli.

La vicenda risale a due anni fa. Dopo una chiassosa discussione, i vicini di casa della coppia chiamarono i carabinieri.

Sottoposto alla misura dell’allontanamento dalla casa familiare, l’uomo è finito a giudizio per maltrattamenti in famiglia.

Dalle testimonianze in aula, è emerso che i diverbi tra i due conviventi erano sporadici e andassero raramente oltre insulti e grida. C’era, a volte, qualche schiaffone che, per la difesa, era più un metodo correttivo che un deliberato proposito violento. Nel complesso l’irruenza era più verbale che fisica e tutt’altro che a senso unico. Anche la donna inveiva spesso contro il compagno, ricambiandolo con la stessa moneta.

Il quadro è stato ulteriormente ridimensionato dall’avvocato Chiara Calandrini, che ha sostenuto come le discussioni anche dure della coppia rientrassero in un clima di normale dialettica familiare. L’amore, del resto, non si è mai affievolito. Al contrario, i due hanno confermato i loro sentimenti e la volontà di portare avanti la famiglia pronunciando il loro sì a settembre.

Il pm aveva chiesto otto mesi. Il giudice ha assolto l’imputato perché il fatto non costituisce reato.


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11 gennaio, 2013

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