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Tribunale - Invalido senza una gamba racconta la rapina che avrebbe subìto in casa propria da due uomini con i quali aveva prima trascorso la serata

“Mi hanno riempito di botte e sono scappati con lo zaino”

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

– “Mi hanno riempito di botte e sono scappati con lo zaino”.

Un 53enne invalido di Orte ha ripercorso ieri in tribunale, di fronte al collegio dei giudici Gaetano Mautone, Eugenio Turco e Rita Cialoni, i fatti della sera del settembre del 2011 quando, secondo l’accusa, due uomini lo avrebbero picchiato e rapinato.

“Quei due li conoscevo – spiega l’uomo -. Avevamo passato la serata insieme a bere qualche birra poi quando tutti e tre eravamo un po’ alticci loro mi hanno chiesto dei soldi, ma visto che io non ne avevo, sono iniziati a volare i primi schiaffi e qualche parola di troppo”.

Da quel momento le cose per l’uomo, che è anche invalido poiché gli manca una gamba, sarebbero degenerate precipitosamente.

“Prima che iniziassero a chiedermi soldi insistentemente – continua il 53enne – avevo chiesto loro di aiutarmi a risalire a casa mia, che si trovava proprio lì vicino alla panchina sulla quale stavamo concludendo la serata. Nel frattempo io mi ero tolto la protesi che porto al piede perché quando sto seduto preferisco non tenerla. Uno dei due, quindi, l’ha presa insieme alle stampelle, mentre l’altro mi ha preso in braccio per portarmi dentro casa mia”.

Quello che inizialmente era sembrato un favore si è poi dimostrato essere il pretesto per continuare a pretendere soldi.

“Una volta in casa – ricorda l’invalido – mi hanno picchiato di nuovo e hanno frugato in casa per cercare i soldi. Avranno preso circa 100 euro, di più non ne avevo. Poi mi hanno sottratto uno zaino all’interno del quale c’era il cellulare e il portafoglio con una carta bancomat attivata da pochissimi giorni con allegato anche il codice segreto”.

Subito dopo i due si sarebbero dileguati lasciando l’uomo dolorante, non prima però di aver chiamato il 118 che l’ha poi soccorso in casa quando era già solo.

“Non ricordo chi chiamò l’ambulanza – aggiunge l’uomo durante l’udienza in tribunale -. Ero frastornato dalle botte e impaurito, ma credo che la telefonata l’abbia fatta uno dei due prima di scappare. Io sono rimasto almeno una settimana nel letto dolorante e soltanto alcuni giorni dopo sono riuscito a uscire per verificare che grazie al bancomat che mi era stato sottratto, mancavano circa 2000 euro nel mio conto”.

I due aggressori, infatti, secondo quanto è stato riferito dal maresciallo dei carabinieri Lo Giudice che ha partecipato alle indagini, anche lui ascoltato ieri in tribunale, sono stati identificati alcuni mesi dopo grazie alle telecamere di sorveglianza di alcune banche e istituti postali dai quali avrebbero prelevato il denaro dal conto della vittima.

A fornire alcuni particolari per la ricostruzione dei fatti ha testimoniato anche una ragazza che si trovava in zona quella notte.

“Ero in un bar poco lontano dall’abitazione dell’uomo invalido – ha spiegato la giovane in aula – e ho visto prima entrare questi due uomini nel locale, poi, quando sono usciti li ho visti vicino a una panchina mentre aggredivano l’invalido. Non sono intervenuta perché ho avuto paura, allora ho chiamato i carabinieri per avvisarli, ma poi me ne sono subito andata via”.

Il collegio dei giudici composto da Gaetano Mautone, Eugenio Turco e Rita Cialoni ha stata aggiornato l’udienza al 2 aprile quando saranno ascoltati i due imputati per poi procedere con la discussione.


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13 febbraio, 2013

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