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Tribunale - Donna a giudizio per oltraggio a pubblico ufficiale e per non aver fornito le generalità

Prima blocca il traffico e poi insulta le vigilesse

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

(f.b.) – Prima blocca il traffico e poi insulta le vigilesse.

L’episodio è accaduto il 5 dicembre del 2010 in via Cavour a Viterbo. “Io e la mia collega – ha spiegato in aula una vigilessa in servizio alla polizia locale di Viterbo – stavamo scendendo a via Cavour verso piazza del Comune con l’auto di servizio, quando abbiamo notato che il traffico si era bloccato in fondo alla via e la circolazione scorreva a fatica perché c’era un’auto che intralciava gran parte della carreggiata”.

Le due vigilesse hanno quindi parcheggiato la macchina a piazza del Comune e poi, visto che la situazione in via Cavour continuava a essere ingarbugliata, si sono avvicinate al punto critico per vedere cosa stesse succedendo.

“Il traffico scorreva soltanto perché le auto passavano sopra il marciapiede – continua la vigilessa -. In mezzo alla strada, infatti, c’era ancora una macchina che intralciava. Ci siamo dunque avvicinate e la proprietaria dell’auto in questione, prima ancora che proferissimo parola, ha iniziato ad insultarci e a dirci che lei stava lavorando e noi non dovevamo disturbarla“.

Le due agenti di polizia locale, a quel punto, decidono di chiederle i documenti di guida e le generalità. “Il nostro intento iniziale – continua la vigilessa – era solo quello di far spostare la macchina alla signora, ma visto che lei ci ha subito aggredite continuando a dire che non dovevamo disturbarla perché lei stava lavorando, le abbiamo spiegato che così si stava mettendo nei guai anche da un punto di vista penale. Ma neanche questo è bastato. La signora se n’è andata senza dire chi fosse, ma spiegando soltanto che era una persona molto conosciuta, proprietaria di un negozio lì vicino”.

La donna, in seguito rintracciata dalla polizia locale, deve ora rispondere di oltraggio a pubblico ufficiale e di essersi rifiutata di fornire le generalità e i documenti d’identità.

La stessa versione dei fatti raccontata dalla prima vigilessa ascoltata è stata confermata in udienza anche dall’altra collega che quel giorno era con lei in servizio.

Il giudice Rita Cialoni ha aggiornato l’udienza al prossimo 6 giugno.


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19 febbraio, 2013

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