– Truffa del fotovoltaico, indaga la magistratura.
La procura della Repubblica di Civitavecchia ha aperto un’inchiesta sulla presunta truffa da cinque milioni di euro per la costruzione del parco fotovoltaico di Montalto di Castro. Il fascicolo fa seguito alle numerose denunce sporte dagli imprenditori interessati, che hanno lavorato per mesi alla realizzazione del parco senza prendere un euro.
Doveva essere il più grande polo europeo per la produzione di energia solare. Si è trasformato in un incubo per le venti aziende che hanno partecipato ai lavori, mai pagate e ritrovatesi di colpo sul lastrico.
I lavori erano stati subappaltati a una ventina di aziende locali da un gruppo di società italiane, olandesi e spagnole. Le ditte della Tuscia sono state liquidate solo in parte, con un minimo del compenso pattuito.
I committenti, spariti, si sono lasciati dietro debiti per cinque milioni di euro e venti ditte sull’orlo del fallimento, costrette a licenziare i dipendenti. L’impianto spento comporta una perdita di circa 30mila euro al giorno.
Giorni fa, le forze dell’ordine hanno fatto un sopralluogo al parco per prelevare materiali sotto i pannelli solari. Il sospetto è che possa trattarsi di rifiuti speciali.
Continua, intanto, la protesta del titolare della Tecnoenergie srl Giulio Proietti Paoloni, barricato da dodici giorni nell’impianto Sun Edison. “La situazione è tragica – dice -. Fa freddo, vivo qui da quasi due settimane senza bagno e dormendo su una brandina di fortuna”. Dentro il parco c’é solo lui, ma fuori i cancelli gli danno man forte di giorno almeno 15-20 persone, di notte una decina.
Ieri ha saputo di essere stato denunciato dal gestore dell’impianto per “estorsione e occupazione impropria del parco: estorsione perché per uscire dall’impianto chiedo i soldi per il lavoro che ho svolto”. Minaccia di andare avanti a oltranza, finché i committenti non si decideranno a pagare. “Ci stiamo anche organizzando per la Messa – continua -. Intanto lunedì le forze dell’ordine torneranno per nuovi campionamenti su altre zone del parco: ci hanno chiesto la disponibilità di un escavatore. Le stesse società nella costruzione degli impianti hanno operato in maniera analoga anche a Colleferro, Rimini e in Spagna”.
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