![]() Il consigliere comunale Roberto Talotta |
Riceviamo e pubblichiamo – La proposta di assegnare la “cittadinanza onoraria di Viterbo” a suor Piera Blasi per la sua opera assistenziale e di conforto ai ricoverati all’Istituto Villa Rosa, patrocinata dal presidente del consiglio comunale Gabbianelli, mi fa ribadire quanto già dichiarato nella seduta del 7 febbraio, a proposito dell’improvviso quanto inaspettato trasferimento in altra sede della stessa suor Piera che, per diversi decenni, ha simboleggiato una vera e propria istituzione all’interno dell’importante presidio psichiatrico.
Ad ogni modo, le parole di encomio e di grande considerazione per suor Piera, devono essere necessariamente attribuite anche agli operatori sanitari e a tutti i dipendenti che, insieme all’eminente religiosa, da sempre, dimostrando grande professionalità e dedizione al lavoro, hanno portato credito ed affidabilità al buon nome di Villa Rosa, tanto da essere indicata, più volte, come il “fiore all’occhiello” della sanità viterbese per i suoi validissimi reparti, come il polo psichiatrico, l’hospice, la Rsa, il centro per la dipendenza dall’alcol e per i disturbi alimentari.
Difficile non mettere in relazione l’attuale stato di crisi economica di Villa Rosa con il trasferimento di suor Piera dal momento che la casa provinciale sarà costretta a rivedere totalmente l’assetto organizzativo interno, attuando una drastica riduzione degli operatori, dei compensi a loro attribuiti e la chiusura di vari servizi che non possono essere più garantiti per la perdita di circa due milioni di euro l’anno, nel periodo che va dal 2007 al 2012 compreso.
Un bilancio negativo che, a dire dei responsabili della proprietà, necessita di tali pesanti risoluzioni, soprattutto sul capitolo “spesa del personale” e sulla logistica di alcuni settori.
Nel corso di estenuanti confronti con le organizzazioni sindacali, da parte datoriale si è confermata la volontà di procedere ai licenziamenti se i dipendenti non dovessero accettare una significativa riduzione dei propri stipendi mensili, con l’inevitabile chiusura di importanti unità assistenziali e diagnostiche.
Sindaco, la fallimentare gestione contabile di Villa Rosa, che si vuole frettolosamente compensare con il trasferimento di suor Piera, non eviterà una situazione a dir poco rovinosa per le forti implicazioni che si avranno sull’aspetto sanitario territoriale, tanto da auspicare un serrato confronto tra la direzione provinciale della casa di cura, i sindacati, il direttore generale Asl, il sindaco, il presidente della Provincia e il prefetto di Viterbo, al fine di scongiurare qualsiasi condizionamento sul personale dipendente e, in modo particolare, sulle attività erogate all’interno dell’istituto.
Tornando all’accoglimento della proposta di “cittadinanza onoraria” a suor Piera Blasi, senza nulla togliere alle sue virtù, preannuncio il mio voto contrario in consiglio comunale, in quanto, ritengo che, in siffatta circostanza di indubbia sofferenza e forte preoccupazione per tutti i dipendenti e le loro famiglie, è da giudicare fuori luogo e, per certi versi, avventata, una celebrazione che mette in secondo piano il drammatico contesto di Villa Rosa che non tarderà a causare seri problemi sul piano sanitario-assistenziale nel distretto di Viterbo e Provincia.
Roberto Talotta
Consigliere comunale Udc
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