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Elezioni comunali 2013 - Intervista al candidato sindaco del Movimento 5 stelle Gianluca De Dominicis che annuncia la scelta degli assessori in base curriculum inviati dai cittadini

“Pd e Pdl? Retrogradi, noi siamo il nuovo”

di Paola Pierdomenico
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Gianluca De Dominicis

Gianluca De Dominicis

– “Pd e Pdl? Retrogradi, noi siamo il nuovo”.

Gianluca De Dominicis non usa mezzi termini per definire i due schieramenti politici locali. Il candidato sindaco di Viterbo per il Movimento 5 stelle si prepara alla sfida delle comunali. E lo fa studiando regolamenti e statuti e partecipando ai consigli e alle commissioni. Un po’ come tutti i suoi colleghi nel resto d’Italia che dall’oggi al domani sono diventati la prima forza politica del paese.

40 anni nato a Roma, De Dominicis è sposato con Maurizia e ha una figlia di nome Ginevra. Lavora come dipendente statale e guadagna 1800 euro al mese. Ama leggere, ha un diploma in ragioneria, un brevetto da paracadutista e uno da sub. Tra le sue passioni anche la politica, una strada che ha deciso di intraprendere 4 anni fa quando un “Grillo parlante” gli ha fatto scattare la molla.

C’è chi li definisce un fenomeno passeggero, chi sottolinea la loro inesperienza e chi, come Crozza, li prende in giro per il loro “semplice” modo di rapportarsi alla politica. Al di là di tutto i grillini d’Italia e quelli viterbesi hanno deciso di accettare la sfida di governo. Ed è così che De Dominicis ha scelto di mettersi in gioco e partecipare alle comunali per spazzare via quello che definisce il vecchio modo di fare politica.

La campagna elettorale, che i grillini sfrutteranno per farsi conoscere e dimostrare le loro capacità, è iniziata. In questo percorso potrebbe esserci anche Grillo che prima di maggio potrebbe tornare di nuovo a Viterbo per ripetere quella che, per De Dominicis, è stata una bella esperienza per la città.

Qual è stata la molla che ha fatto scattare il suo interesse per il movimento di Grillo, spingendola ad aderire?
“Ho visto un paio di spettacoli – racconta De Dominicis – e sono venuto a sapere che a Viterbo era attivo un gruppo che faceva riferimento a Grillo. All’epoca ero volontario al canile di Bagnaia e volevo conoscere il loro programma sul randagismo. Di quell’incontro, mi è piaciuta l’aria che si respirava, l’ambiente e il fatto che non ci fossero strutture organizzative. La partecipazione era molto diretta e quella sera stessa mi sono ritrovato a parlare del canile a chi era intervento alla riunione”.

Prima di questa esperienza, aveva mai fatto politica?
“No, assolutamente”, risponde secco.

C’era però un partito al quale si rifaceva o che meglio rappresentava le sue idee?
“Ho votato praticamente tutti gli schieramenti – ammette -. Davo purtroppo poco credito alla politica e mi ritrovavo a scegliere di volta in volta, più che lo schieramento, il programma e le idee. Ho votato dal centrodestra ai Radicali, ma non mi identificavo comunque in nessuno”.

E’ un dipendente statale, non la spaventa la possibilità di dover gestire un ente come un comune con tutte le difficoltà che ci possono essere?
“Non mi spaventa, sicuramente sento il peso di una responsabilità di questo tipo. Sono però portavoce di un gruppo e mi consola il fatto di essere in un movimento che lavora in comunione con tutti i membri e anche con i cittadini stessi. Mi aspetto molto aiuto da parte dei viterbesi in prima persona. Per l’affidamento degli assessorati chiederemo curriculum e competenze. Noi daremo un’indicazione politica e un programma, ma chiederemo il supporto di tecnici per poter realizzare i nostri progetti. In più c’è tutto l’apparato del Comune che darà una mano in questo senso”.

Cosa intende per tecnici?
“Chiederemo il curriculum e le competenze a chi volesse essere assessore nella nostra squadra”.

La lista che avete presentato sul blog di Grillo, cosa indica allora?
“Quella è per il consiglio comunale – specifica -. La giunta invece sarà scelta sulla base delle competenze delle persone nei singoli settori. Se qualcuno vuole fare l’assessore all’urbanistica, per esempio, oltre ad essere architetto, dovrebbe anche avere delle esperienze dirette in quell’ambito.

Saranno dunque esterni alla lista presentata?
“Sì, assolutamente. Se c’è qualcuno che ha le giuste competenze e fa domanda, sarà valutato e poi sarà fatta una scelta. Non è vincolante che debba essere della lista e opteremo per l’elemento con le migliori caratteristiche per poter ottemperare all’incarico per cui si propone”.

Quali sono, per lei, le priorità per Viterbo? Cosa prevede il suo piano di sviluppo per la città?
“Prima di tutto, la riorganizzazione del bilancio comunale perché non possiamo intraprendere progetti e iniziative se non ci sono poi i fondi per portarle a termine. Altrimenti parliamo solo di aria fritta. Per me poi la priorità assoluta è il lavoro, dobbiamo creare posti e tornare a far girare l’economia, sia nel centro storico che nelle frazioni. Il sociale, inoltre, ha un’importanza rilevante per cui avvieremo iniziative mirate a dare il massimo sostegno alle famiglie”.

Portate avanti il rapporto coi cittadini, ma perché tanta diffidenza coi media che sono uno strumento di comunicazione. Crede che l’unico modo per parlare siano le assemblee?
“Già il fatto che rilascio questa intervista vuol dire che la chiusura con l’informazione non è totale. Se il rapporto è reciprocamente chiaro e senza nessun tipo di manipolazione, può andare avanti. Quando invece ci sono i presupposti per cui si altera il senso di quello che si esprime, allora non va bene e il canale di comunicazione diventa anche deleterio”.

Grillo ha avuto un ampio consenso a Viterbo. Secondo lei questo dato cambierà alle comunali e quindi saranno sempre i soliti partiti a prevalere?
“Ovviamente ci aspettavamo una differenza tra l’esito delle politiche e quello delle regionali, che infatti c’è stato. Più ci si avvicina agli elettori più entrano in gioco delle dinamiche diverse: conoscere il candidato per esempio può determinare certi tipi di scelte. Sarà importante fare una campagna elettorale in cui riusciamo a presentarci e a dimostrare che non è solo Grillo che porta avanti le idee, ma che lo facciamo anche noi con le capacità e le prerogative per poterlo fare. Molti ci attribuiscono inesperienza, noi dobbiamo dimostrare con il programma che siamo preparati a gestire un comune come quello di Viterbo”.

La campagna elettorale come sarà impostata?
“Innanzi tutto sul rapporto con le persone. Da questo sabato saremo in piazza per confrontarci con i cittadini, poi ci saranno le riunioni aperte in cui avremmo un contatto diretto con chi vorrà informazioni e notizie. Stiamo cercando, poi, una sede, a basso costo naturalmente, perché ci autofinanziamo e i soldi sono pochini”, dice sorridendo.

Costi della politica e formazione della giunta, avete qualche idea?
“Sicuramente metteremo mano alle spese per il sindaco e la giunta. Ci sembra assurdo che a giorni sarà distribuito ai dirigenti e tecnici comunali un bonus di 200mila euro, previsto dallo stipendio. Sono cifre improponibili e per questo rivedremo i costi di tutto l’apparato. Dove possiamo ridurremo le spese a partire da quelle per il sindaco appunto”.

Per quanto riguarda, invece, la formazione della squadra…
“Abbiamo un po’ di tutto, siamo un minestrone, si passa dall’ingegnere al disoccupato, dal giovane di 24 anni al pensionato. E poi spazio alle donne anche se il loro numero è inferiore rispetto a quello che volevamo”.

Un suo collega eletto al senato ha ammesso davanti alle telecamere di non sapere dove si trovasse la sua sede.
“Siamo persone inesperte di quella che è la politica vera e propria, nel senso che non siamo ancora mai entrati nei palazzi amministrativi”.

Sì, ma è come se lei non sapesse che la sede del comune di Viterbo è palazzo dei Priori…
“Bisogna vedere, però, se quella era una battuta che poi è stata modificata, perché ora, non sapere dove si trova il senato, mi sembra abbastanza assurdo. Ovviamente dovremmo studiare. Noi andiamo in consiglio comunale da qualche anno e in maniera assidua ma se non si è mai entrati veramente all’interno di un’istituzione, è difficile avere quell’esperienza preventiva. Gli apparati amministrativi poi sono talmente chiusi che non si ha la possibilità di conoscere prima tante regole e tanti meccanismi. L’importante però è studiare e noi lo stiamo facendo. I ragazzi che gestiscono il comune di Parma ne sono un esempio”.

In che modo state studiando?
“Portiamo avanti l’operazione “Fiato sul collo” attraverso cui trasmettiamo in diretta tutti i consigli comunali e partecipiamo a tutte le commissioni consiliari. Questo sia perché vogliamo che il cittadino abbia una visione diretta di quello che accade all’interno del palazzo, ma anche per una nostra esperienza personale. Quando io per la prima volta ho partecipato al consiglio comunale non ne conoscevo le regole e allora ho preso lo statuto che ho studiato e poi ho iniziato a partecipare alle riunioni. In questo modo ci prepariamo perché comunque nessuno di noi è mai stato consigliere comunale o senatore. A volte però capita anche che in una commissione qualche consigliere, che fa politica da venti anni, ammetta di non sapere certi argomenti o di non capirci nulla. E’ strano però che l’inesperienza venga attribuita solo a noi… “.

Alla luce di tutto questo, la politica, secondo lei, è per tutti?
“La politica deve essere per tutti – sottolinea -. Il mantra del Movimento 5 stelle è proprio questo: nel momento in cui il cittadino non si interessa alla politica, la subisce. Per quanto possa essere difficile, dunque, è fondamentale che il cittadino faccia politica, non per forza attiva, ma che comunque conosca le regole e i corsi decisionali della propria amministrazione. Questo perché non si verifichi più quella condizione per cui i politici, per trenta anni, hanno preso decisioni su questioni che la gente non conosceva o su cui era addirittura contraria”.

Grillo ha imposto codici di comportamento per i parlamentari e lascia parlare solo alcuni referenti specifici. Le sembrano esempi di democrazia interna a un partito?
“A Viterbo c’è una regola uguale. L’unica figura che è autorizzata a parlare per conto del gruppo è il portavoce che, in questo caso, sono io. Non che gli altri non possono esprimere le proprie opinioni personali, però le decisioni scaturite dalle riunioni sono prese in maniera corale ed è giusto che le riferisca un’unica persona per tutti, evitando diverse interpretazioni. L’opinione personale poi è un’altra cosa, tutti possono darla e su Facebook ci si può rendere conto”.

Alle comunali con chi sareste disposti ad allearvi?
“Con nessuno, non faremo alleanze pre elettorali né tantomeno coalizioni o apparentamenti prima o dopo il voto. Ci porremo come forza all’interno del consiglio comunale e, in entrambi i casi a seconda della nostra posizione, ascolteremo le proposte e decideremo se saranno da accettare perché compatibili alle nostre idee, o da rifiutare. Indipendentemente dalla parte politica che le avanza”.

Un aggettivo per definire il Pd locale?
“Retrogrado – afferma senza esitazioni – perché gli esponenti sono persone che da decenni occupano quelle poltrone e non riescono a recepire la voglia di cambiamento e innovazione che i giovani dello stesso partito gli comunicano. Noi conosciamo ragazzi del Pd che sono validi e ci mettono l’anima, ma di fronte a questa situazione non riescono mai ad avere uno sbocco all’interno del loro partito. Sarebbe invece il caso che i dirigenti iniziassero a mettersi da parte”.

Il Pdl invece come lo definisce?
“Retrogrado – si ripete -. Sono nella stessa situazione. E’ la vecchia nomenclatura che detiene il potere e che è chiusa a qualsiasi tipo di cambiamento e innovazione”.

Il Movimento 5 stelle…
“Il nuovo – conclude -. Il bisogno di cambiare il vecchio modo di fare politica è assolutamente prioritario del nostro schieramento. In noi si identificano tutte quelle persone, non per forza giovani anagraficamente, che hanno voglia di trovare un modo di fare politica che sia diverso da quello che abbiamo visto fino ad ora”.

Grillo tornerà a Viterbo prima delle elezioni di maggio?
“Lo costringeremo. Dovendo andare a Roma potrebbe tornare anche da noi. Per Viterbo, quella dello scorso 21 febbraio è stata una bella esperienza un po’ per tutti, indipendentemente dal credo politico e ci terremo a ripeterla”.

Paola Pierdomenico


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12 marzo, 2013

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