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– Era accusato di aver cacciato nell’area protetta del Parco Marturanum. Ma il giudice lo ha assolto: oltre all’insegna all’ingresso, infatti, non c’erano altre indicazioni che delimitassero la superficie del parco.
Termina a lieto fine il processo a un cacciatore viterbese. L’uomo era finito a giudizio davanti al tribunale di Viterbo per presunte violazioni della legge sulla caccia, che all’articolo 21 vieta espressamente di cacciare in parchi e riserve naturali.
Nel 2008, l’imputato era stato fermato dalla forestale insieme a un paio di amici in un campo di girasoli, all’interno del Parco Marturanum di Barbarano Romano. “E’ una zona a protezione speciale in cui è vietato praticare la caccia”, ha spiegato l’agente della forestale ascoltato, ieri mattina, in aula. Che, però, ha dovuto ammettere che l’area in questione non era accuratamente delimitata: “I confini non erano chiari: non c’erano cartelli, né indicatori di altro tipo. Un errore umano era più che possibile”.
Proprio per questo il giudice Eugenio Turco ha assolto il cacciatore perché il fatto non costituisce reato. Gli altri due avevano patteggiato anni fa.
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