– Nel segreto dell’urna Dio ti vede, Fioroni e Sposetti no! Ebbene sì, lo ammetto, questo articolo l’ho scritto solo per fare il verso a quello che era uno slogan democristiano del ’48: Nel segreto dell’urna Dio ti vede, Stalin no! Una invenzione geniale, sembra del gesuita padre Lombardi, che non è detto non abbia avuto il suo ruolo nella sconfitta del Fronte popolare (Pci – Psi).
Al di là del calco linguistico, c’è anche per questa consultazione, le primarie del centrosinistra, qualcosa di epocale. Almeno per Viterbo. Detto che tutti e tre i candidati – Raffaella Valeri appoggiata da Sel, il renziano Francesco Serra e Leonardo Michelini – sul piano personale non son men che degni, anche se magari qualche ideuzza in più sul futuro della città potevano anche elaborarla, va chiarito che sul piano politico non basta essere delle brave persone.
In politica si debbono fare ragionamenti politici. E va detto che una candidatura a sindaco di Viterbo di Michelini, voluta, come svelato da Gigli, dai vertici del Pd (Fioroni e Sposetti) e dallo stesso Gigli, sarebbe un ritorno al passato di venti anni fa. Quando Fioroni era sindaco scudocrociato e delfino sempre di Gigli.
E’ comprensibile che la rimpatriata faccia sentire i protagonisti più giovani, ma che cosa ci azzecca la città? Il suo futuro?
Una candidatura Michelini poi, di tutta evidenza, significherebbe andare alla sconfitta sicura.
Al di là della persona rispettabilissima, Michelini rappresenta infatti il vecchio sistema di potere, non tanto per essere stato un consigliere comunale democristiano, ma per il modo in cui la sua candidatura è stata decisa dai “big”, si fa per dire, del Pd e da Gigli. Quella che si vuol spacciare per una candidatura civica non è che la candidatura voluta con voluttà da Fioroni, Sposetti e Gigli. Senza tener conto della richiesta di rinnovamento che c’è nel Pd – ricordate la doppia sconfitta della burocratia locale alle primarie per la premiership nel comune di Viterbo con il travolgente Renzi? – e nel paese.
Una candidatura Michelini, che genialmente si presentò alla sua prima conferenza dicendo che sarebbe stato appoggiato da Gigli e Zucchi (perfino il segretario del Pd, Egidi, si lamentò della cosa), non solo non prenderebbe il voto del centrosinistra, ma farebbe lievitare il Movimento 5 stelle. Non avrebbe neppure il voto di centrodestra, ché l’offerta politica in quel campo sarà vasta e disertificata. Questo per non dire dell’assoluta nullità programmatica e delle continue gaffe che farebbero perdere consensi perfino a un De Gaulle.
Perché poi un elettore di centrodestra dovrebbe votare per il candidato voluto da Fioroni, Sposetti e Gigli?
Fioroni, nel solco di Bersani, è un docente universitario della sconfitta politica programmata e studiata nei minimi particolari. Seguirne ancora una volta le indicazioni sarebbe un suicidio per il centrosinistra. Per capirci, Fioroni è quello che aveva detto che questa volta c’era da fare gol senza portiere. Non s’era accorto di quel “piccolo fenomeno” che si chiama Grillo e non si ricordava che Berlusconi, resuscitato e allenato da Bersani, è la più potente macchina elettorale del paese. Fioroni è quello che, con Sposetti, ha combattuto e combatte ferocemente Renzi, che viene dato al 36 per cento di consensi, se guidasse il Pd. Come dire un vincente e per giunta con una linea politica nuova per la sinistra italiana e indispensabile per il paese. E quindi non buono per perpetuare le rendite di posizione dei capetti del Pd.
Insomma per farla breve, se qualcuno vuole andare almeno in battaglia bisogna fare in modo di non seguire le indicazioni di Fioroni o Sposetti. Questi hanno già dato. Hanno già mostrato cosa sanno fare politicamente per Viterbo. Niente.
E ricordate che nel segreto dell’urna Fioroni, Sposetti e Gigli non vi vedono! Al telefono dite loro pure di sì, che voterete Michelini. Perché rovinare una serena vecchiaia? Ma in cabina elettorale votate per il futuro della città, dei nostri figli. E per il cambiamento. Tranquilli, per il loro futuro Fioroni e Sposetti non hanno problemi.
Carlo Galeotti

