![]() Andrea De Simone |
Riceviamo e pubblichiamo – In risposta al risentimento da parte del segretario della Confartigianato, Andrea De Simone, preciso che non intendevo imputare il fallimento all’associazione, bensì al fatto che non si possono pagare imposte su redditi inesistenti.
Naturalmente si è a conoscenza dell’Irap o dell’Ires, ma che si debbano pagare anche in caso di pareggio o perdita, è impossibile. Credo che la maggior parte degli artigiani, condivida il mio stupore e risentimento. Potremmo fare un sondaggio e vedere se l’informazione c’è oppure no. Preciso anche che seppure la protesta parte spesso da me e credo anche solo da me, purtroppo i consensi ricevuti sono la prova del malcontento generale che c’è verso “l’indiscussa” attività dell’associazione.
Basterebbe che anche gli altri dessero voce alle proteste per poter chiarire che le battaglie, quando le imprese sono sull’orlo del fallimento, sono ben altre da fare. Qui si tratta di sopravvivenza di imprenditori, operai e relative famiglie, non di chiacchiere. Mi sono rivolto all’Associazione per chiedere una mano per la riscossione dei lavori svolti in un Comune della Provincia di Viterbo; alcun risultato, la Regione non paga. È tutto in mano al legale, il quale con i dovuti tempi, presenterà la documentazione al tribunale, ecc,ecc.
Mi dispiace e mi scuso, caro segretario, se si è sentito offeso. Ma pensi un po’ come posso sentirmi io, dopo anni di duro lavoro avendo dato lavoro a numerosi dipendenti, rischiare il fallimento e buttare al vento il sacrificio di una vita.
Angelo Anselmi
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