– Poche ore ancora per chiudere gli apparentamenti e capire se Leonardo Michelini e Giulio Marini allargheranno in maniera ufficiale le rispettive coalizioni.
Gli occhi sono tutti puntati su Filippo Rossi. La sua Viva Viterbo rappresenta il bottino più consistente di consensi, oltre il dodici per cento. Fa gola, ma Rossi ancora non ha deciso a chi concedersi.
La strategia del movimento è chiara: in prima battuta apparentamento con il centrodestra, in questo modo otterrebbe quatto consiglieri e poi minimo un assessorato.
Ma Rossi porrà anche condizioni, come non ripresentare ex assessori in giunta. Difficilmente Marini potrà accettare.
Perciò, se dovesse andare male, Rossi potrà ripiegare su un’alleanza con il centrosinistra. Giovedì o venerdì prossimi darebbe l’indicazione di voto per Michelini e in caso di vittoria a lui andrebbe un assessorato alla Cultura. Tuttavia dentro il Pd c’è chi non vorrebbe aspettare che le trattative fra Marini e Rossi naufraghino, ma chiudere subito.
Francesco Serra starebbe spingendo per concedere a Viva Viterbo due assessorati, vicesindaco compreso. Eventualmente il sacrificio lo farebbe l’area Panunzi, che dovrebbe rinunciare a un posto in giunta. Il consigliere regionale pare che non stia facendo esattamente i salti di gioia.
Senza contare che poi fra i Democratici, c’è chi l’intesa con Rossi proprio non la vuole: “Lo ha votato il 12 per cento degli elettori – si lascia sfuggire un militante democraticamente anonimo – ma non lo può vedere l’88 per cento dei viterbesi. Marini ha il 75 per cento di viterbesi contro, Michelini è a loro che si deve rivolgere, agli elettori e non ai capibastone”.
Invece Marini al momento può contare su FondAzione. Oggi dovrebbe chiudere con Santucci, mentre l’intesa con la Destra di Scaramuccia e La mia Tuscia di Poleggi è cosa fatta.
Tanto a Santucci quanto a Scaramuccia, andrebbero un posto in giunta. Ma chi rinuncerà a un assessorato? Fratelli d’Italia? Pdl? Bel dilemma.
Con gli apparentamenti saltano almeno un paio di consiglieri comunali. Primi della lista sono Obino di Ego Sum Leo e Umberto Fusco della Civica per Viterbo. Quest’ultimo pare decisamente contrariato e non si escludono sorprese.
Su Rossi, Marini si mantiene sul vago: “C’è una buona apertura – sostiene il primo cittadino – ma non sto dentro la lista Viva Viterbo e non so cosa vogliano fare”.
Detto che per il centrosinistra non ci saranno apparentamenti e di tutte le incognite Rossi, Michelini aspetterà che le liste vengano a sé . Prima fra tutte quella di Chiara Frontini. L’ex assessora ha già detto che non darà indicazione di voto per Marini e siccome ce ne sono solo due di candidati, la scelta è scontata.
L’esito del ballottaggio, comunque avrà ripercussioni che andranno oltre il Comune. Una sconfitta di Marini sarebbe la fine di uno schema di centrodestra a Viterbo. Un crollo che inevitabilmente travolgerebbe pure la Provincia. Tutti a casa.
Giuseppe Ferlicca
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