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Tribunale - 1200 euro di sanzione e cinquemila di risarcimento ma nessuna pena detentiva

Gli spaccò un bicchiere in faccia, condannato a multa e risarcimento

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Il tribunale

– Gli spaccò un bicchiere in faccia, condannato a multa e risarcimento.

Tutto ebbe inizio da una banale discussione tra conoscenti, per via di una ragazza, che era avvenuta in un bar di Montefiascone nella notte tra il 13 e il 14 luglio del 2009.

Uno dei due ragazzi si sarebbe avvicinato a un’amica per parlarle, ma l’altro che era con lei si ingelosisce e lo apostrofa. Lui si offende. La lite continua fuori dal locale finché dal primo giovane parte un colpo di bicchiere contro la faccia del secondo.

Secondo l’accusa, rappresentata in aula dal pm Fabrizio Tucci, la situazione di pericolo che ha causato poi il violento colpo con il bicchiere è stato provocato dall’imputato stesso quindi, anche se la bicchierata fosse partita inavvertitamente, la responsabilità c’è in ogni caso.

Tesi sostenuta anche dall’avvocato Valter Billi, in rappresentanza della vittima, costituitasi parte civile. “Il colpo è stato dato con violenza – ha detto al collegio dei giudici il legale durante la sua arringa – anche se la frase detta dalla vittima all’imputato non era affatto offensiva. Inoltre, la cicatrice che è rimasta all’altezza dello zigomo del mio assistito ha sicuramente modificato e peggiorato il suo volto. Come provvisionale chiediamo che venga risarcito per 20mila euro”.

Di tutt’altro avviso, invece, la difesa. “Il perito che è stato ascoltato in questo processo – ha spiegato l’avvocato Guido Conticelli – ha chiaramente illustrato come quella bicchierata non abbia sfigurato il ragazzo tanto che il referto delle lesioni subite non supera i 15 giorni di prognosi. L’imputato merita dunque l’assoluzione”.

Il collegio dei giudici, presieduto da Eugenio Turco, Rita Cialoni e Silvia Mattei a latere, ha ritenuto il giovane colpevole di lesioni personali colpose condannandolo a 1200 euro di multa e a 5000 euro di risarcimento provvisionale della vittima, senza però comminargli alcuna pena detentiva.


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5 giugno, 2013

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