– Per i trentotto lavoratori Esattorie in cassa integrazione fino al 31 dicembre, ci sono solo due possibilità per allontanare lo spettro disoccupazione con il nuovo anno: l’affidamento a un consorzio fra comuni della riscossione dei tributi, o a strutture come Equitalia, seppure per un periodo limitato di tempo, in attesa che la norma nazionale chiarisca meglio come le amministrazioni comunali si devono comportare.
Altre strade sarebbero più difficili da percorrere, non che queste due siano semplici. Anzi.
Dopo il vertice in prefettura di stamani fra i sindaci della Tuscia che avevano affidato a Esattorie la gestione, Viterbo per primo, cui hanno partecipato altri enti che provvedono altrimenti alla riscossione, il quadro che è emerso è questo.
Ai lavoratori non rimane che sperare.
Il presidente Marcello Meroi ha avuto l’incarico dal prefetto, con l’ok dei sindaci, d’esplorare la possibilità di formare un consorzio fra i sessanta comuni della Tuscia. O almeno, con il maggior numero possibile di enti.
La strada è in salita, occorre capire se è fattibile, visto che diversi hanno già in piedi sistemi di riscossione e contratti. Ma la volontà c’è. Qualcosa a cui aggrapparsi e da cui partire.
Dopo avere atteso in piazza del Plebiscito che la riunione terminasse, i dipendenti Esattorie sono stati ricevuti nella sala del consiglio dal presidente della provincia Marcello Meroi: “Ho avuto l’incarico di riconvocare tutti i comuni – dice Meroi ai lavoratori – facendo presente che o la gran parte degli enti si mettono insieme o trovare una soluzione sarà difficile.
Questo è un problema tecnico, ovvero il proseguimento di un servizio fondamentale quale la riscossione tributi, ma deve anche essere una questione di politica del lavoro, altrimenti non ne usciamo.
Come sono stati affrontati problemi per altri lavoratori, cercando soluzioni, così va fatto per i 38 di Esattorie. Non ci sono lavoratori di serie a o di serie b”.
I problemi sono già molti: “La difficoltà tecnica – osserva Meroi – sta nelle diverse procedure seguite da chi non fa parte di Esattorie per la parte coattiva.
C’è chi si affida a studi professionali, alcuni interni, chi a piccole strutture. Deve essere chiaro il tipo di spesa che ciascun comune si troverà ad affrontare costituendosi in associazione.
Non mi sembra un’operazione semplicissima. Considerando pure che allo stesso tavolo devono sedersi il più alto numero possibile di comuni, compresi quelli grandi, che magari hanno strutture proprie e organizzate, contrattualizzate e regolamentate.
La disponibilità dei sindaci comunque c’è e io non mi sostituisco ovviamente all’autonomia che ogni primo cittadino ha e a scelte che non mi competono”.
Quello di Meroi è un mandato esplorativo che comincia con una lettera da inviare subito a tutti i comuni, da convocare al più presto.
I tempi sono molto stretti: “La valutazione sarà molto rapida – osserva Meroi incalzato dai lavoratori – se entro pochi giorni non dovessi avere risposte, chiamerei i sindaci, quindi penso che al massimo per la metà di luglio si capirà se il progetto è fattibile o meno”.
L’altra strada, che il comune di Viterbo sta vagliando insieme alle altre, è quella dell’affidamento a Equitalia attraverso un intervento dell’Anci.
In questo caso, è facile ipotizzare che il numero di persone reimpiegabili sarebbe inferiore.
“I sindaci – spiega l’assessore Gianmaria Santucci, pure lui presente all’incontro – portano avanti entrambe i percorsi, a Meroi il compito di vagliare quello sul consorzio”. E se nessuna delle due ipotesi dovesse mostrarsi percorribile? “ A quel punto – sottolinea Meroi – non rimarrebbe che dialogare con strutture che hanno un’organizzazione abilitata alla riscossione e interessati a implementare il servizio.
Ma in questo momento è prematuro.
Adesso occorre innanzitutto avere chiara la situazione da illustrare a ciascun comune, sui costi e i benefici d’entrare in un consorzio. Se non presentiamo un quadro anche economico dettagliato, è impossibile valutare e quindi decidere”.
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