Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Provincia - L'assessore Bianchini e il presidente Camilli lasciano e Meroi inizia le consultazioni, senza azzerare la giunta

Dopo le dimissioni, la crisi

Condividi la notizia:

La seduta del consiglio provinciale

– La crisi in provincia è pilotata, ma la rotta è tutt’altro che tracciata. Come da previsioni, stamani in consiglio l’assessore Paolo Bianchini (Fratelli d’Italia) si è dimesso e così il suo collega di partito Piero Camilli dalla presidenza del consiglio.

Il gruppo che a palazzo dei Priori conta su quattro consiglieri punta a spronare l’amministrazione, ma le crisi si sa quando cominciano e non si sa quando finiscono.

Marcello Meroi comincia a incontrare i rappresentanti della sua maggioranza per capire le richieste di ognuno, ma è probabile che alla fine, in assenza di una soluzione condivisa, spetti proprio a Meroi prendere una decisione.

Nel frattempo l’Udc aspetta. I quattro consiglieri avevano chiesto di sostituire l’assessore Santucci con Barbieri, ma il presidente ha fatto notare come fosse inutile la sostituzione, se da qui a pochi giorni si dovrà andare a una nuova ricomposizione della giunta.

Barbieri si è visto a palazzo Gentili, ma al momento il suo ingresso in giunta è rinviato, con il capogruppo Francesco Bigiotti che si è affrettato a precisare come la crisi non è partita dal centro. “L’Udc – spiega Bigiotti – ha solo chiesto un avvicendamento fra Santucci e Barbieri, nient’altro”.

Alla fine non è non è detto che il gruppo di centro mantenga i suoi tre in giunta. Mentre Fratelli d’Italia vorrebbe essere più incisiva nell’attività amministrativa.

Oggi il partito di Giorgia Meloni in giunta conta, o meglio contava, su Bianchini, la cui delega alla Formazione è andata via via perdendo di valore, con il taglio dei fondi.

Nel rimpasto di competenze, la presidenza del consiglio potrebbe passare a un altro “fratello” ovvero Antonio Fracassini. Più difficile il secondo assessorato.

Chi finora non sembra avanzare troppe richieste è il gruppo del Pdl. Almeno ufficialmente. E in questo complicato intreccio di richieste va aggiunta pure la riorganizzazione dei dirigenti e la mano tesa dal Pd per collaborare su alcuni punti precisi del programma, come ricordato in consiglio provinciale dal capogruppo Federico Grattarola, ma che il suo collega di Fratelli d’Italia Gianluca Mantuano ha interpretato in modo più estensivo.

“Consigliamo al presidente Meroi di rafforzare questa maggioranza – dice Mantuano – poi, vista la disponibilità mostrata dal Pd, noi non è escluso che possiamo andare, come già accade per il governo nazionale, all’opposizione.

Veda lei, presidente, noi siamo in quattro, il Pd ha otto consiglieri. Valuti anche questa ipotesi”. Gioca la carta dell’ironia Mantuano, ma fino a un certo punto. Chi invece non prende vie traverse per dire quello che pensa è Piero Camilli, annunciando le dimissioni: “Sono critico con l’amministrazione che non produce, così come le commissioni – dice Camilli – faccio l’imprenditore, forse non so fare politica.

Siccome qui si parla di appetiti e posizioni, io sono uno che la posizione la lascia, augurando a Meroi di fare qualcosa di positivo. Mettiamo gente operativa nei posti giusti e smettiamo di fare campagna elettorale. Sembra di stare al mercato delle vacche”.

Sembra un film già visto, quando un anno fa Camilli si dimise, sempre in disaccordo con l’amministrazione e poi tornò sui suoi passi a furor di consiglieri, anche perché non si trovava un’intesa sul suo sostituto.

Stavolta sarà un po’ più complicato.

Giuseppe Ferlicca


Condividi la notizia:
4 luglio, 2013

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/sindaco-cercasi-ci-vorrebbe-diogene/