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Viterbo - Comune - La psicologa dell'Arci lesbica replica al sindaco Michelini sul registro delle coppie di fatto

Ci sono famiglie che di fatto… invisibili

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Il disegno di Lisa, figlia di due mamme

Il disegno di Lisa, figlia di due mamme

Riceviamo e pubblichiamo – Ci sono famiglie che, di fatto, oltre a ritrovarsi senza un reddito o, magari, con un portatore d’handicap, si vedono negare la loro stessa esistenza, in situazioni già esistenti, dove ad essere coinvolti non sono solo gli stessi adulti ma anche i minori. 
Come si può parlare di uguaglianza tra cittadini di questo Stato quando esistono decine di migliaia di nuclei famigliari che si vedono negata l’esistenza (soprattutto in momenti delicati o difficili come: nascite, malattie, invalidità, morte, ecc…); quando non si riconoscono e tutelano i legami affettivi di persone che si amano, convivono, si sostengono, progettano la vita insieme, la cura e l’educazione dei figli?

Alla dichiarazione del sindaco Michelini: “Il tema centrale sono gli ultimi, non credo che le coppie di fatto lo siano”, rispondo: “Già! Come può essere ultimo qualcuno che istituzionalmente non esiste nemmeno? Pur esistendo nella realtà dei fatti!”

Non voglio addentrarmi troppo nelle polemiche di cosa sia giusto e di cosa non lo sia. A prescindere dagli orientamenti sessuali dei genitori e dalla composizione “diversa” del nucleo familiare, considerando il bambino come punto focale, occorre abbattere tutti quei pregiudizi e quelle false credenze che, specie quando il contenuto della tematica è di tipo “sessuale”, fomentano l’ignoranza (in barba a tutte le evidenze scientifiche!).

Nel caso specifico i luoghi comuni alimentano l’omofobia e l’imperativo sociale che vuole vedere una famiglia fondata esclusivamente da due persone e di sesso diverso, unite da matrimonio, anche se nella società sono ormai più le famiglie non tradizionali. Dai nuclei familiari composti da singoli genitori e rispettiva prole (più di una donna su quattro, ad esempio, non indica il nome del padre al momento della nascita del figlio), passando per le famiglie ricomposte, dove i figli di un genitore divorziato convivono nella stessa famiglia con il nuovo partner della madre o del padre, fino alle famiglie multi-parentali, con più di due persone, contemporaneamente i genitori biologici e i genitori sociali, che crescono i bambini.

Secondo l’Istituto superiore di sanità, sarebbero circa centomila i bambini e i ragazzi cresciuti in famiglie omogenitoriali, composte da una coppia di persone adulte, dello stesso sesso, che si amano e che con responsabilità ed attaccamento crescono i propri figli.

Una realtà molto più diffusa di quanto ci si immagini, una minoranza ma che esiste e non si può ignorare. Famiglie che non hanno visibilità, ma il fatto che non siano visibili o il fatto che siano una minoranza non vuol dire che non esistano! 
Si tratta di cittadini che assolvono i loro doveri come tutti gli altri ma che, a differenza degli altri, vedono negati il riconoscimento e la tutela dei loro legami affettivi, i diritti dei familiari in ambito sanitario, lavorativo, patrimoniale, scolastico, ecc.

In caso di morte del genitore biologico o di separazione della coppia genitoriale (formata da coloro che, di fatto mantengono, crescono ed educano la prole), i figli vengono strappati al genitore non biologico che li ha amati e cresciuti, non tutelando la loro continuità affettiva e patrimoniale, il diritto ad essere da costui mantenuti, assistiti, educati, istruiti, ecc, rendendoli istituzionalmente orfani.

Esiste uno strumento amministrativo che riconosce i legami affettivi esistenti e che apporta qualche vantaggio ai nuclei familiari nei momenti critici come la separazione o la morte, che riconosce i doveri collegati alla loro scelta, rende possibile accedere ad agevolazioni per servizi di pubblica utilità, assegno di maternità per madri disoccupate, assegno familiare per nuclei con tre figli minorenni, prestazioni scolastiche, sociosanitarie, vantaggi negli ambiti delle assicurazioni, banche ed enti privati: il registro comunale delle coppie di fatto.

 Valeria, psicologa
Arci Cultura Lesbica


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31 agosto, 2013

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