Civita Castellana – E’ fissato al 6 novembre il processo d’appello all’infermiere Giovanni Piergentili.
Sull’ex caposala dell’Andosilla pende una condanna in primo grado a cinque anni e quattro mesi per violenza sessuale.
Piergentili, 59enne originario di Sant’Oreste, avrebbe abusato di una paziente dell’ospedale di Civita Castellana.
La donna, reduce da un intervento chirurgico, era ancora sotto anestesia quando l’infermiere l’avrebbe raggiunta nella saletta e palpeggiata.
Lei non ha esitato un momento a denunciarlo alla questura di Viterbo e per l’ex caposala sono scattate le manette l’8 marzo 2011. Altre due le denunce analoghe sporte da pazienti dell’Andosilla per violenza sessuale.
Il gup di Viterbo Franca Marinelli ha calcato la mano, nelle motivazioni della sentenza, arrivata appena sette mesi dopo l’arresto. Si parla di alibi fragile e di indizi solidi della colpevolezza del caposala. Ma la difesa discorda, spiegando il perché nell’appello scritto a quattro mani dagli avvocati Maurizio Barca e Roberto Zannotti.
I legali insistono sugli orari di servizio di Piergentili e sulla mancanza di prove della sua presenza nella saletta.
Il 6 novembre discuteranno davanti alla Corte d’appello di Roma, che ascolterà le conclusioni del procuratore generale e degli avvocati di parte civile Paolo Delle Monache e Alfredo Perugi.
La decisione potrebbe arrivare anche nella stessa giornata.
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