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Caprarola - Alla sbarra per furto in abitazione e furto aggravato in concorso con un presunto complice

Ruba carta di credito e spende 630 euro in utensileria industriale

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo 

(f.b.) – Si è presentato in un negozio di ricambi agricoli e industriali di Roma che frequentava spesso e ha acquistato oltre 630 euro di utensili e scarpe antinfortunistica. Invece di pagare in contanti, come pare fosse solito fare, quella volta ha usato una carta di credito. Peccato che non era la sua.

R.C. è finito alla sbarra insieme a V.D. con le accuse di furto in abitazione e furto aggravato in concorso.

La vicenda parte da molto più lontano rispetto al semplice acquisto con la carta di credito nel punto vendita di Roma. Il giorno precedente a quella transazione, infatti, era stata rubata una borsa a Caprarola, nella cucina di un noto agriturismo del paese cimino.

La borsa era di una signora di mezza età che una domenica d’inverno come tante altre, l’11 gennaio 2009, era andata a trovare la proprietaria dell’agriturismo per fare quattro chiacchiere in compagnia. La donna lascia la borsa nella cucina del locale e si trasferisce nel salotto con la titolare e i suoi genitori.

Dopo un pomeriggio di relax sul divano la signora decide di salutare e tornarsene a casa, ma quando torna in cucina per recuperare la sua borsa non la trova più lì. Dopo un primo momento di smarrimento si accorge che i vetri della finestra sono rotti e così pure la zanzariera.

Qualcuno, dunque, pare essere penetrato dall’esterno portandosi via la borsa con tutto il suo contenuto: il portafogli con circa 170 euro in contanti, la patente, la carta d’identità, il bancomat, la carta di credito e il cellulare.

“Diverso tempo dopo – racconta al giudice Cialoni la donna vittima del furto – mi hanno chiamato i carabinieri di Narni per avvisarmi che avevano trovato la mia borsa e il cellulare, dal quale sono riusciti a risalire a me, senza però nient’altro all’interno. Nessuna traccia del portafogli e di tutti i documenti”.

Intanto il giorno dopo il furto a Caprarola, il 12 gennaio 2009, un uomo si presenta in un negozio di ricambi agricoli e industriali di Roma. “Era un volto conosciuto – dichiara la proprietaria in aula -. Non posso definirlo proprio un cliente abituale che conoscevo alla perfezione, ma sicuramente una persona che una volta al mese, o ogni quaranta giorni viene a fare acquisti da noi. Le volte precedenti aveva sempre pagato in contanti, mentre in questa occasione ci porge una carta di credito. Noi, che con gli sconosciuti tendiamo sempre a chiedere un documento d’identità, abbiamo lasciato perdere proprio in virtù del fatto che era una faccia rivista varie volte. Lo scontrino era di 635 euro a fronte di un acquisto di utensili vari e scarpe antinfortunistica”.

Ricollegare il furto della borsa a Caprarola all’acquisto di utensili a Roma è stato abbastanza semplice per gli inquirenti. La banca della signora, infatti, le aveva consegnato gli scontrini delle spese sostenute con la carta di credito da quando no ne era più in possesso.

Il resto della vicenda sarà chiarito nelle prossime udienze, quando verranno ascoltati altri testimoni. Il giudice Rita Cialoni ha aggiornato il processo al 10 febbraio 2014.


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8 ottobre, 2013

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