Viterbo – “In casa c’erano anche altre persone”.
L.D., lituana di trent’anni ai domiciliari perché accusata di aver accoltellato la sorella minore, ha risposto alle domande del gip Francesco Rigato, di fronte al quale si è svolto l’interrogatorio di garanzia, durato poco più di mezzora.
“La ragazza ha negato ogni accusa e spiegato la sua versione dei fatti – dichiara l’avvocato Luigi Mancini – spiegando che in casa quella notte c’erano anche altre persone”.
La squadra mobile l’ha arrestata all’alba di sabato dopo che la sorella minore di due anni si è presentata al pronto soccorso dell’ospedale Belcolle con una lama piantata nella schiena, senza essersene nemmeno accorta.
Le due ragazze erano in stato di ebrezza. All’inizio, L.D. ha raccontato di aver subito un’aggressione insieme alla sorella da parte di due uomini incontrati vicino casa, a Viterbo, in piazza della Morte.
Ma la polizia è andata a fondo e ha scoperto, nell’abitazione delle ragazze, alcune tracce di sangue e un manico di coltello compatibile con la lama conficcata nella schiena della donna.
“Ha ricordi confusi – continua il legale – ma ha negato di aver accoltellato la sorella. Ora saranno le indagini a fare maggiore luce su quello che è successo in quella casa”.
Intanto, comunque, L.D. rimane ai domiciliari. L’avvocato Mancini infatti si è rimesso al giudice sulla misura cautelare e il gip Rigato ha confermato i domiciliari.
La vittima, che ha il polmone lacerato dalla lama del coltello che aveva raggiunto quasi l’aorta, ha rischiato la vita, ma grazie all’intervento dei medici è fuori pericolo.
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