Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Siamo nel 2014 e ancora una volta mi trovo a combattere per diritti che non vengono riconosciuti, o meglio non vogliono essere riconosciuti. La giunta del sindaco Michelini da ormai sei mesi discute l’approvazione o meno del registro per le unioni civili, mozione presentata dalla maggioranza e dalla maggioranza stessa bloccata.
In questi mesi, con l’associazione “Solidarietà cittadina” abbiamo fatto una campagna di informazione con banchetti nelle piazze viterbesi, rispettando tutte le regole e con tutte le autorizzazioni comunali previste. Abbiamo presentato la mozione alla cittadinanza sia attraverso il contatto diretto con le persone, sia col volantinaggio, sia con una raccolta firme a sostegno. Informazione che ha avuto la precisa peculiarità del rispetto delle opinioni di tutti, che non ha denigrato nessuno, né distorto la realtà.
Ora viene fuori che nelle ultime settimane alcune associazioni cattoliche vengono ospitate e pubblicizzate in molte parrocchie della città, qui esse forniscono informazioni apocalittiche sul destino della famiglia cosiddetta naturale, facendo credere che essa verrà falciata dall’istituzione del registro delle unioni civili, senza far leggere la reale mozione presentata in comune, “dimenticando” persino di spiegare che tale registro avrebbe una funzione meramente formale e non sostanziale. Ciò crea un insano allarmismo, confusione e istilla il seme della discriminazione. Il tutto in barba ai principi di accoglienza, misericordia e uguaglianza verso tutti i figli di Dio.
Con l’associazione “Solidarietà cittadina”, quindi, si è chiesto di essere ricevuti dal vescovo, per conoscere il suo pensiero su tale materia, nonché sui suoi parroci che si prestano ad un simile programma di disinformazione: per ora aspettiamo. Come riportato dalla stampa sua eccellenza ha ricevuto nella curia alcuni dei nostri amministratori: cosa si sono detti in quell’occasione? Non è dato sapere.
Eppure, anche nella nostra provincia, ci sono comuni dove tale registro esiste già da diversi anni. A Canepina, da circa un mese, il consiglio comunale ha approvato questo provvedimento, e lo ha fatto in pochissimi giorni. Forse l’aria fina di montagna gli fa avere le idee più chiare, rispetto all’ immobilismo della giunta Michelini? E inoltre, come cittadino, mi interesserebbe chiedere ad alcuni dei nostri rappresentanti comunali della maggioranza, i quali sbandierano tronfi la loro contrarietà: il fine ultimo di questa anacronistica, se non personalistica crociata è forse obbligare quelle che noi consideriamo semplicemente persone e che invece voi considerate dei diversi, a dare il loro indirizzo, per potergli piazzare sotto casa un carro armato e tenerli ben sotto controllo?
Magari gliela potreste concedere un’ora di libertà al giorno? Ma siamo in tempi di spending review, il comune può permettersi di sostenere la spesa di tutti questi carri armati? Diciamocelo: siamo davvero al ridicolo! E ancora vorrei sapere da voi: quando vi nasce un figlio, vivete con l’ansia fino a che non scoprite se sia “normale” o “diverso”?
E se doveste scoprire una presunta “diversità” cosa fate? Gli/le vietate di manifestarsi e lo/la murate in casa? Diverse volte nella mia vita ho sentito dire: “meglio un figlio morto che gay”, e la mia risposta ad affermazioni del genere è sempre stata: “ Ti sbagli, meglio restare orfano appena nato, e finire in orfanotrofio, almeno avrei la speranza di essere adottato da persone vere, piuttosto che avere genitori come voi”.
Mentre nella stragrande maggioranza dei paesi europei, fortunatamente, non esistono più emarginazioni, a Viterbo (Italia) siamo ancora fermi al Medioevo. Poi ci si sconvolge ipocritamente, alla notizia ormai frequente di ragazzi che si suicidano perché incompresi in famiglia o presi di mira da coetanei, ai quali di certo i genitori non hanno insegnato che, in quanto persone, siamo tutti uguali e dobbiamo rispettare tutti, eccetto i mascalzoni.
Ricordo che la stessa caccia alle streghe fu messa in atto per il divorzio: quanti saranno quelli che hanno votato contro e che poi ne hanno usufruito? La verità è che volete imporre le vostre idee antiquate e discriminanti a tutti. Gesù non predicava di perseguitare ed opprimere, bensì di accogliere tutti come fratelli. Svegliatevi! Siamo nel ventunesimo secolo! Gesù è dalla nostra parte, dalla vostra c’è solo qualche prete!
Franco Marinelli
Solidarietà cittadina
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