Soriano nel Cimino – Finsero di voler acquistare un robot e lo pagarono con un assegno falso. I carabinieri di Soriano riuscirono a bloccarli prima che fosse troppo tardi.
Per due pregiudicati di Ardea scattò l’arresto in flagranza per truffa. Era il maggio 2012. G.M. e C.T. si erano finti commessi di termoidraulica spediti a Soriano da un’azienda romana. La ditta voleva comprare un robot da una società sorianese, venditrice di articoli per la costruzione e la cura delle piscine.
E’ il titolare a chiamare i carabinieri. Lo ha raccontato in tribunale al processo contro gli arrestati. “Il mio socio era stato contattato da queste persone che, però, avevano un fare sospetto. Per questo abbiamo chiamato i carabinieri e concordato un incontro gli interessati alla presenza dei militari”.
Il maresciallo Paolo Lonero e i suoi uomini vanno in borghese all’appuntamento. I finti operai pagano con un assegno da 1500 euro. Appena ritirano il robot, i carabinieri li fermano. Hanno giusto il tempo di caricare l’attrezzo sul loro furgone. Subito dopo, scattano le manette per truffa: l’assegno risulta facente parte di uno stock di otto assegni smarriti a Pomezia nel 2007.
La difesa ha puntato sull’alleggerimento dell’accusa da truffa a tentata truffa, mentre il pm ha chiesto la condanna a otto mesi. Il giudice Silvia Mattei è stata ancora più severa: dieci mesi di reclusione per entrambi.
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