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Ronciglione – Un milione e trecentomila euro.
E’ il risarcimento fissato dalla corte d’appello di Roma per la morte di Giuseppe Simonetti, bracciante non ancora trentenne schiacciato dal trattore nel ’98, tra Ronciglione e Caprarola.
Di quel terribile incidente, dovrà rispondere Lamberto Ferri, imprenditore di Caprarola, condannato a risarcire i familiari del giovane.
Dalle causa civile in primo grado, Ferri era uscito pulito. Non altrettanto nella sentenza della corte d’appello, che ha ritenuto legittime le pretese risarcitorie dei familiari. Secondo i loro avvocati Antonio Iezzi e Paolo Delle Monache, infatti, non rientrava nelle mansioni del bracciante guidare il trattore da Ronciglione a Caprarola, come il ragazzo stava facendo il giorno dell’incidente.
Simonetti, per di più, era già stato vittima di incidenti simili. Uno appena una settimana prima di morire a bordo del mezzo agricolo. I giudici, quindi, hanno concluso che il datore di lavoro non avrebbe dovuto autorizzarlo. Da qui, la maxisomma da rimborsare alla famiglia Simonetti.
Intanto il fatto rischia di assumere anche connotazioni penali. Se infatti l’indagine per omicidio colposo era stata archiviata, i legali Iezzi e Delle Monache hanno già presentato un’altra denuncia penale: quella per mancato ottemperamento di un provvedimento del giudice. La querela interesserebbe la banca presso la quale Ferri detiene un conto corrente. Conto con appena poche centinaia di euro all’interno.
“Com’è possibile? – si chiedono i legali dei familiari -. Ferri è amministratore di una società titolare di un noto ristorante. Non è credibile che abbia così pochi soldi sul conto”.
La questione del megarisarcimento, comunque, è ancora tutta in piedi. L’imprenditore potrà fare ricorso in Cassazione per far valere le sue ragioni.
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