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Maltempo - Lo dichiara il sindaco di Orte, ma vale per tutta la provincia - Viaggio nelle zone più colpite dal nubifragio - Tevere sorvegliato speciale - Frane, buche e allagamenti

“Quando piove il paese si sgretola”

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La diga di Corbara

La diga di Corbara – Foto inviata da un lettore

La strada Ronciglionese invasa da una frana - Foto di un lettore

La strada Ronciglionese invasa da una frana – Foto di un lettore

Il Tevere- La-situazione a ponte Felice

Il Tevere – La situazione a ponte Felice – Foto Ruggero Guazzoni

Il Tevere a Gallese

Il Tevere a Gallese

Il Tevere a Gallese

Il Tevere a Gallese

Strada Carcarelle

Strada Carcarelle

Viterbo – Quinto giorno di maltempo e la Tuscia conta i danni.

Le zone più colpite sono la parte sudorientale della provincia e la zona dei Cimini.

A Ronciglione, la pioggia battente ha provocato due frane in via Capranica e via Madonna di Loreto. Solo nel primo caso la strada è stata sgomberata. Più problematico il secondo smottamento: la carreggiata è stata liberata solo parzialmente dai detriti. Entro oggi la zona dovrebbe essere completamente messa in sicurezza.

Tra Ronciglione e Caprarola, Cimina colabrodo. La pioggia ha ridotto la strada a un campo minato e innalzato di 18 cl il livello del lago di Vico.

In centro, allagamenti e infiltrazioni d’acqua. Danneggiate le strade vicinali e di campagna. Il personale del comune ha dovuto disostruire l’accesso a un’abitazione: il proprietario riusciva a entrare solo col trattore.

Stessa situazione a Canepina: tante frane e un castagno che ha rischiato di crollare su una casa.

Non va meglio a Soriano nel Cimino. Una frana in via Benedetto Brin ha interessato addirittura uno stabile. Dichiarate inagibili le cucine di due appartamenti, evacuati per precauzione. Ieri sopralluogo di vigili del fuoco, polizia locale, un tecnico del comune e un funzionario del Genio civile. Lo smottamento, comunque, non ha messo in discussione la stabilità del palazzo. Altro smottamento sulla strada provinciale Sanguetta e buche sulla Sorianese, dov’è intervenuta la provincia.

Dissestate anche la Carcarelle, la Castrense, la San Luca e le strade dell’hinterland civitonico.

A Corchiano, problemi soprattutto sulle strade secondarie e rurali. Tra le più danneggiate anche la sp Massarella e le strade che da Fabrica di Roma portano a Civita e Vignanello. Il sindaco di Fabrica Mario Scarnati si è dotato di una squadra di operai del comune che lavorano a pieno regime insieme alla protezione civile per rattoppare buche e stappare le fognature. L’acqua stavolta è tanta, ma più o meno siamo alle solite: “Ogni volta che piove le strade si riempiono d’acqua e le fognature si intasano. Roba da terzo mondo”.

Problemi alla rete fognaria anche a Bassano in Teverina dove, però, la situazione strade e viabilità è sotto controllo. Danni contenuti anche a Nepi e Carbognano.

Tarquinia resiste”, annuncia il sindaco Mauro Mazzola. Nonostante le piogge torrenziali e l’esondazione del Mignone, la cittadina marittima ha risentito appena dei disagi del maltempo. Ma il primo cittadino polemizza con l’Autorità di bacino: “Il piano assetto idrogeologico è troppo restrittivo – dichiara Mazzola -. Ci sono vincoli pesantissimi per costruire. Non possiamo fare niente. Nemmeno respirare. Ieri ho mandato un telegramma al presidente Zingaretti, all’assessore regionale all’Ambiente Refrigeri e al direttore dell’Autorità di bacino Placidi per dire loro di venire a fare un sopralluogo a Tarquinia e farli rendere conto che quel decreto è sbagliato. Piove da giorni, ma la città resiste grazie a tutte le opere che sono state fatte di recente: fogne, fossi, deviazioni, lavori di messa in sicurezza del Mignone e del fosso Scolo dei giardini. Tutto insieme al consorzio di bonifica e alla stessa Regione Lazio. Questo piano, invece, ci lega le mani”.

A Gallese e Orte resta sempre alta l’allerta Tevere, anche se la situazione non è drammatica come due anni fa. Verso le 18 di ieri il livello dell’acqua è salito paurosamente fino ad arrivare sotto la ferrovia di Gallese scalo.

A Orte isolata località Baucche: l’acqua è filtrata da una rottura degli argini, durante i lavori di consolidamento lungo la piana del Tevere, dopo il nubifragio del 2012. Una sessantina le persone isolate. Evacuata anche un’abitazione con due persone anziane, ora ospiti da parenti a Gallese. Improbabile che possano tornare a casa prima di mercoledì: l’inizio della settimana è ancora all’insegna della pioggia.

Sabato mattina, la diga di Corbara era giunta al colmo. I gestori hanno dovuto aprire le paratie. Per la valle del Tevere è un rischio: la portata dell’acqua aumenta e il livello del fiume sale. Le cosiddette zone di laminazione delle piene, a esondazione libera, dove il Tevere può straripare, possono non bastare a contenere gli allagamenti. “Nel 2012 – ricorda il sindaco di Orte Dino Primieri – il fiume Paglia esondò dopo l’apertura della diga. Fu una bomba d’acqua devastante”.

Ma mentre il Paglia, stavolta, non desta preoccupazioni, il Tevere è sorvegliato speciale. Monitorato h24 dai volontari della protezione civile locale che, a turno, controllano il livello dell’acqua.

Sul fronte strade, sp Gallese chiusa e Vasanellese ristretta per una frana. Più altri piccoli smottamenti diffusi. Per il sindaco Primieri è colpa della scarsa manutenzione: “Non si puliscono i fossi, non si fanno le cunette, né lavori di idraulica. La colpa è di tutti: dall’ente al privato. Non abbiamo ancora capito che si spende meno per la manutenzione ordinaria che per far fronte alle grandi emergenze. Per carità, la pioggia è stata abbondante. Ma tanto è sempre così: quando piove il paese si sgretola”.


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3 febbraio, 2014

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