Viterbo – Ci sono cascato nel pesce d’aprile di Tusciaweb. Ho letto e ho pensato: “Guarda tu Alvaro Ricci e il sindaco che coraggio e che determinazione hanno avuto”.
Per questo ho mandato loro un messaggio di apprezzamento e sostegno.
Devo dire che alcune misure delineate nel piano del traffico per il centro storico pubblicate il primo aprile su questo giornale mi sembravano eccessive per la realtà di Viterbo. Inoltre mi appariva strana la scelta del blitz decisionista invece di perseguire la strada della partecipazione: ma in fondo un confronto con la popolazione ed i commercianti c’era stato…
Ma vi era che quelle misure mi apparivano comunque credibili, rispondenti a una idea condivisibile di spazio urbano come bene comune, per il suo presente e il suo futuro. Non una città musealizzata, ma valorizzata in uno dei suoi aspetti principali, il centro storico del capoluogo entro le mura.
La passeggiata che domenica scorsa Antonello Ricci e la sua banda hanno proposto presso la villa di Madonna Cornelia, altro non ha fatto in fondo che esortare Viterbo a credere in sé stessa. Antonello è davvero uno spirito dei boschi e delle pietre, quelle pietre che ne hanno determinato “la zona grigia”, di cui Ricci parla nel libro in cui narra di “cronache, ferite, fantasmi” della città, titolo a metà tra il colore del peperino e le sfumature della storia.
La partecipazione alla passeggiata (slideshow – gallery – video), 400/500 persone, ha sorpreso anche molti di noi che una decina di anni fa andammo su e giù tanto spesso per l’Arcionello. Ora come allora emerge evidentemente un desiderio di cambiamento. Ora come allora la città chiede che si passi ad altro: non più l’edificazione dei suoli, ma la riqualificazione e la valorizzazione dell’esistente; non più gli aeroporti fantasma, ma i treni veri.
Per questo se condivido “l’anelito” di Alessandro Pepponi a mettere in campo un progetto per il centro storico, non capisco esattamente l’attacco a Ricci (Alvaro, in questo caso), mentre in verità mi piacerebbe conoscere la ricetta che Viva Viterbo propone per il centro storico: ma se è in maggioranza perché non la fa valere? Ma è in maggioranza?
Conosco la politica politicante per averla ahimè pur frequentata. Conosco i populismi che ammantano di risentimento e critica quella che sotto sotto rimane politica politicante. Apprezzo sempre più la bella politica, quella che se ne frega delle elezioni, fa pedagogia, produce cultura e magari egemonia, sicuramente un sorriso. Ma apprezzo anche la politica che fa scelte concrete, magari a piccoli passi, ma ascoltando, tenendo conto delle critiche e delle osservazioni. Con il pesce d’aprile di Tusciaweb ho scoperto che mi piace pure la politica che sa sorprendere, fatta di fantasia e credibilità allo stesso tempo.
Il prossimo pesce d’aprile sarà la candidatura a sindaco del direttore Galeotti?
Valerio De Nardo
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