Viterbo – Fioroni dixit.
L’interpretazione delle parole dell’ex ministro durante gli auguri di Pasqua rivolte a Filippo Rossi & C. non lasciano molto spazio alle interpretazioni. Anzi, sono piuttosto chiare: “Se Viva Viterbo dovesse uscire dalla maggioranza il sindaco Michelini starebbe male un paio di giorni, poi gli passa e staremmo tutti meglio”.
Della serie: “ce ne faremo una ragione”. Anche più di una, forse.
Ma il motivo della sparata del deputato del Pd qual è?
Filippo Rossi e Viva Viterbo, da sempre si sono inseriti all’interno della maggioranza che governa palazzo dei Priori come pungolo per fare, rivestendo incarichi importanti, come un assessorato e la poltrona del presidente del consiglio.
Non volevano solo far parte zitti zitti di una coalizione che amministra, ma volevano provare a muovere le leve per indirizzare la politica, specie quella culturale.
Una presa di posizione che Giuseppe Fioroni, che da sempre le leve della politica viterbese le tiene strette in mano, non deve aver gradito particolarmente. Leggere le esternazioni di Filippo Rossi su Tusciaweb che afferma con forza che le politiche culturali non ci sono, che bisogna cambiare, deve aver fatto scattare qualche molla al deus ex machina di gran parte della politica viterbese.
In fondo si tratta della nuova coalizione di “centrodestra” che proprio Fioroni ha prima pensato, poi creato a tavolino e infine portato per mano alla vittoria.
Allora, quell’affondo durante gli auguri di Pasqua verso Rossi & Co. inizia a suonare come una lettera di richiamo, inviata appena prima del licenziamento.
Una specie di avvertimento: “basta fare il guastafeste, se qualcosa non va bene l’indicazione per la porta d’uscita è sempre quella illuminata”.
Maria Letizia Riganelli
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