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Civita Castellana - Niente sentenza per il pensionato imputato - Atti al pm per riformulare l'accusa e ricominciare il processo

Sparò all’ex genero, per il giudice fu tentato omicidio

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Il fucile usato dal 70enne per sparare all'ex genero

Il fucile usato dal 70enne per sparare all’ex genero

Le munizioni in possesso del pensionato

Le munizioni in possesso del pensionato

La conferenza stampa per illustrare i dettagli dell'arresto

La conferenza stampa per illustrare i dettagli dell’arresto

Civita Castellana – Era accusato di lesioni per aver sparato all’ex genero. Ma per il giudice l’accusa è più grave: G. C., 70enne di Civita Castellana, va processato per tentato omicidio.

Lo ha deciso ieri mattina il gup Franca Marinelli, imponendo uno stop al processo al pensionato arrestato due anni fa.

Era la mattina del 13 maggio. G. C. imbracciò un fucile da caccia calibro 24 ed esplose un proiettile contro l’ex marito della figlia. Lo colpì al viso di striscio, vicino all’orecchio, e scappò armato per le campagne circostanti. 

A dare l’allarme fu la figlia del 70enne, che mise in moto le ricerche a opera del nucleo operativo radiomobile, allora coordinato dal tenente Umberto Filetto.

I carabinieri rintracciarono un testimone che assistette all’intera scena, per poi nascondersi in una chiesa per paura di ritorsioni. L’aggressione era avvenuta in località Cerreto, a Gallese, mentre R. L., ex genero di G. C., lavorava in un terreno. Subito dopo il 70enne era tornato a casa. 

I carabinieri hanno intercettato la sua Alfa 33 di colore verde a Civita Castellana. G. C. non ha opposto resistenza e ha chiesto ai militari notizie dell’ex genero. Pensava di averlo ucciso.

All’inizio ha detto di aver buttato via il fucile, poi ha ammesso di averlo nascosto nell’abitazione. L’arma era regolarmente detenuta, ma gli fu comunque contestato il porto abusivo: non poteva utilizzarla fuori casa.

All’origine dell’aggressione, vecchie ruggini dovute a terreni agricoli.

Il pm Paola Conti formulò inizialmente l’accusa di tentato omicidio. Durante le indagini, il consulente dell’accusa concluse che le ferite erano lievi e guaribili in quindici giorni. Da qui, l’alleggerimento del reato. Ma ieri, dopo le conclusioni dell’accusa e dell’avvocato difensore Sergio Racioppa, il giudice ha deciso diversamente. 

Doveva essere il giorno della sentenza, invece è tutto da rifare.

Gli atti sono tornati al pm per procedere contro il 70enne per tentato omicidio.


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18 maggio, 2014

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