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Viterbo - Condannati a un anno e mezzo gli altri due partecipanti al pestaggio

Gli spacca i denti con un calcio, quattro anni a 25enne

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Un'aula di tribunale

Un’aula di tribunale

Viterbo – Spintonato, scaraventato addosso a una saracinesca, picchiato e colpito anche mentre era a terra.

Per quella violenza bruta contro un giovane viterbese, il tribunale di Viterbo ha condannato tre venticinquenni. Un anno e mezzo ai due che avrebbero partecipato più marginalmente al pestaggio. Quattro anni al loro coetaneo di origini russe, che gli ha sferrato un calcio in faccia mentre era a terra, spaccandogli i denti.

Un’aggressione improvvisa e brutale, fuori dalla gelateria più nota di Viterbo. Al bar “Chiodo” si festeggia un compleanno. E’ la notte tra il 27 e il 28 settembre 2008. Una sera mite di fine estate: l’ideale per uscire con gli amici. E così aveva fatto la vittima, con la fidanzata e altre due coppie. Volevano un gelato e una passeggiata: hanno trovato lo scontro violento con un gruppo di avventori.

A scatenarli, secondo le indagini, basta un po’ di birra versata sulla giacca di uno di loro. Un amico della vittima se la fa cadere, mentre cerca di passare. Chiede permesso, ma il gruppetto, intento a chiacchierare, blocca l’ingresso del bar. Il ragazzo si fa strada. La birra cade. Inizia la discussione. L’amico interviene e viene sorpreso da una scarica di botte. Lo schianto addosso alla saracinesca della gioielleria vicino mette in agitazione i presenti. E’ un fuggi fuggi.

Sul posto restano solo il ragazzo, gli amici e gli aggressori che poco dopo se ne vanno. Non prima di aver insultato e lanciato bottiglie di vetro alla fidanzata e all’amico della vittima, che aveva osato farsi cadere la birra. Il giovane viene portato al pronto soccorso. La prognosi è di più di quaranta giorni per contusioni al naso, alla mandibola e i denti spezzati dal calcio in pieno viso.

In quattro vengono identificati. Tutti ragazzi di vent’anni. Uno viene assolto davanti al gip. Solo il giovane di origini straniere ha un paio di segnalazioni alle forze dell’ordine. “Segnalazioni e non precedenti penali”, spiega in aula il suo avvocato Remigio Sicilia. Solo una volta il ragazzo ha patteggiato, dopo la rissa del 2010 tra ultrà della Viterbese. C’era anche lui tra gli arrestati dopo gli scontri con caschi e coltelli fuori dall’impianto sportivo di Montepulciano. Le altre denunce a suo carico non hanno avuto seguito, anche se i carabinieri scrivono nei loro verbali che il ragazzo è noto perché fa parte della destra exraparlamentare viterbese.

Le difese puntano sull’inefficacia dei riconoscimenti, “viziati e inattendibili”. Per l’avvocato del 25enne russo “le indagini sono state a senso unico”. Mentre il legale di parte civile per la vittima, la fidanzata e l’amico attacca: “Piazza delle erbe e dintorni sono diventati terra di nessuno – dichiara l’avvocato Roberto Massatani -. E’ stata un’aggressione collettiva che poteva avere conseguenze ben più gravi”. Per il giovane aggredito chiede 10mila euro di provvisionale “per i danni fisici, psicologici e morali di essere picchiato davanti a tutti, alla fidanzata e agli amici, in modo violento e fraudolento”.

Richiesta di risarcimento accolta, oltre alle condanne a un anno e mezzo e quattro anni e all’assoluzione del 25enne russo dal reato di ingiurie.

Il pm aveva chiesto tre anni e otto mesi per il 25enne russo e tre anni e quattro mesi per gli altri due. 

 

 

 

 


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19 giugno, 2014

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