Tarquinia – Continuano a pieno regime gli accertamenti sul materiale sequestrato dopo il colpo fallito al Sigma di Vetralla (fotocronaca – video).
Mentre i due pregiudicati arrestati aspettano in carcere la convalida del fermo, la polizia sta repertando le impronte trovate sugli oggetti in possesso dei rapinatori: dallo zainetto, gettato dalla moto, nei pressi di Monte Romano, alle armi usate per intimorire i dipendenti del supermercato di Vetralla.
Si tratta di un pugnale e di una pistola. Oltre alle impronte digitali e al prelievo di eventuali tracce di dna comparabile con quello degli arrestati, anche le armi restano sotto la lente dei poliziotti.
La pistola, soprattutto, sarà a breve oggetto di accurate analisi per capire se si trattava di un’arma autentica e, quindi, idonea a sparare o se, al contrario, era del tutto inoffensiva. L’aggravante della rapina a mano armata resterebbe comunque in piedi, anche qualora l’arma si rivelasse giocattolo.
L’ipotesi più accreditata è che si tratti della riproduzione di un’arma vera, dalla quale non sarebbe potuto partire nessun colpo. Ma gli accertamenti balistici saranno eseguiti subito dopo il rilevamento di impronte e dna.
Tutte verifiche volte a ottenere la prova del nove della colpevolezza degli arrestati. Sui due, infatti, gravano indizi pesanti. Una miriade di dati che, incrociati, porterebbe univocamente ai romani di 40 e 51 anni arrestati venerdì dalla polizia tarquiniese, in collaborazione con la squadra mobile.
Il loro abbigliamento coincide esattamente con quello descritto dai proprietari del negozio saccheggiato. Fattezze e aspetto fisico sono simili a quello dei due individui entrati nel supermarket alle 17,53 di venerdì pomeriggio. In uno dei frame la pistola è ben visibile.
E poi il posto di blocco dei poliziotti forzato sull’Aurelia Bis. Lo zainetto trovato ai bordi della strada, con 5mila euro: stessa cifra portata via dalle casse del Sigma.
Un impianto accusatorio già solido, cui mancano solo pochi tasselli, e sul quale non influiscono positivamente i precedenti penali dei due. Il sospetto è che il range di rapine da loro eseguite sia più vasto e includa anche gli ultimi colpi a Ronciglione e Vetralla.
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