Vetralla – (s.m.) – Erano armati di pistola e pugnale i rapinatori che, ieri pomeriggio, hanno tentato l’assalto al Sigma di Vetralla (fotocronaca – video).
Classiche azioni fulminee: volto coperto con caschi e armi in pugno, hanno minacciato i cassieri, facendosi consegnare 5mila euro in contanti.
Subito dopo, la fuga a bordo di uno scooter Yamaha Tmax, in direzione Civitavecchia. Il tutto alle 17,53, come attesta il filmato delle telecamere di sicurezza del supermarket, che hanno ripreso i rapinatori all’entrata.
Immediato l’allarme dei proprietari al 113. La squadra mobile di Fabio Zampaglione è accorsa sul posto per raccogliere le prime, decisive, testimonianze.
Racconti precisi e dettagliati che hanno subito messo sulla giusta strada gli investigatori, messi al corrente anche di come erano vestiti i rapinatori.
A quel punto è scattato il piano antirapina a livello provinciale: allarme a tutte le pattuglie, specie al commissariato di Tarquinia, presumibilmente più vicino al luogo in cui potevano essersi diretti i malviventi.
E’ stata proprio una macchina degli agenti tarquiniesi, coordinati da Gina Cordella, a bloccare lo scooter con a bordo i due pregiudicati romani, che, all’alt intimato dai poliziotti, hanno accelerato e proseguito.
L’inseguimento è finito al chilometro 2,800 dell’Aurelia bis dopo due chilometri di folle corsa in un percorso a ostacoli, tra traffico, strada stretta e curvilinea. Nel frattempo, un poliziotto libero dal servizio ha informato la sala operativa della questura di aver trovato uno zainetto sospetto ai margini della strada, nei pressi di Monte Romano.
All’interno, i rapinatori avevano riposto la pistola e il pugnale usati per il colpo e i 5mila euro di refurtiva. Un lavoro di sinergia tra squadra mobile e commissariato tarquiniese, fatto soprattutto di riscontri incrociati: l’abbigliamento dei due uomini fermati coincideva con quello descritto dagli impiegati del Sigma, così come l’importo della somma rubata dal negozio risultava lo stesso nello zainetto, lasciato cadere probabilmente durante la fuga.
Dagli accertamenti della polizia, è risultato che i due, romani di 41 e 50 anni, avevano precedenti specifici per rapina. I reperti sequestrati, come il cellulare, saranno presto analizzati in laboratorio, alla ricerca di tracce di dna comparabili con quello degli arrestati.
Le manette sono scattate per rapina aggravata e porto abusivo di arma da fuoco. I due pregiudicati sono stati portati al carcere di Civitavecchia in attesa della convalida dell’arresto.
La pistola è la riproduzione di una 765. Gli investigatori dovranno verificarne l’autenticità, ma anche qualora risultasse una semplice scacciacani, gli arrestati risponderebbero comunque di rapina a mano armata.
L’indagine proseguirà per accertare se i due sono autori anche degli ultimi colpi messi a segno in provincia, come a Ronciglione e Cura di Vetralla.
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