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Viterbo - Inchiesta per omicidio colposo - Il pm vuole altri sei mesi per continuare gli accertamenti

Neonata muore in ospedale, chiesta proroga delle indagini

di Stefania Moretti
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Belcolle

Belcolle

Viterbo – E’ vissuta solo due giorni, tra punture di adrenalina e una rianimazione disperata e inutile.

Il cuore della piccola Aurora Corigliano si ferma per sempre la notte di Santo Stefano. Per quella morte assurda, che ha straziato i giovanissimi genitori Nunzia e Gianluca, la procura di Viterbo ha chiesto una proroga delle indagini.

Il pm Massimiliano Siddi vuole altri sei mesi di tempo per capire se il decesso dipende da cause naturali o da una negligenza medica. Al momento, sei persone risultano indagate per omicidio colposo. Si tratta di quattro medici e due ostetriche dell’ospedale viterbese, che hanno assistito la 26enne Nunzia Rito durante il parto. 

La giovane mamma, calabrese ma residente a Soriano, arriva a Belcolle la mattina del 23 dicembre per dare alla luce la sua prima figlia Aurora. Al parto assiste il marito 27enne, Gianluca Corigliano. E’ lui ad accorgersi che i battiti della bimba diventano sempre più flebili. Aurora nasce con l’aiuto di una ventosa, dopo un travaglio di quattro ore. I genitori non la sentono piangere. Quel primo vagito mancato innesca una corsa contro il tempo per salvarla. Rianimazione. Adrenalina. Terapia intensiva. Dopo qualche ora, i battiti sembrano tornare regolari ma la piccola non respira autonomamente.

Si tenta un trasporto d’urgenza a Roma, la notte della vigilia di Natale. Ma Aurora vive solo per quarantott’ore. I genitori sporgono denuncia tramite gli avvocati Stefano e Floriana Clementi.

L’autopsia sul corpicino della piccola viene affidata alla dottoressa Maria Rosaria Aromatario. Alla consulenza del medico legale si aggiunge l’ulteriore consulenza ginecologica disposta dal pm. Accertamenti finalizzati ad appurare anche l’eventuale esistenza di malformazioni congenite della bimba. Ma, almeno fino al parto, ai genitori risultava che Aurora fosse una bimba sanissima. Anche la gravidanza era andata avanti serena e senza complicazioni.

Proprio oggi, al tribunale di Civitavecchia, è fissata l’udienza per un altro caso analogo: quello della piccola Viola, nata e morta all’ospedale di Tarquinia. La bambina oggi avrebbe avuto due anni. Invece, non è vissuta che poche ore, tra le mura dell’ospedale tarquiniese. All’alba del 30 giugno 2012 Viola si è spenta tra le braccia dei sanitari. 

Per la sua morte, il gup di Civitavecchia ha rinviato a giudizio due ginecologi e due ostetriche. Quella di oggi sarà la prima udienza.

Stefania Moretti


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18 luglio, 2014

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