Viterbo – (s.m.) – Sei indagati per la morte della piccola Aurora.
Dopo la denuncia dei genitori della bimba morta a santo Stefano, la procura di Viterbo ha aperto un fascicolo per omicidio colposo.
Nel registro degli indagati, sei sanitari dell’ospedale Belcolle, quattro medici e due ostetriche. Tutti di turno quando Aurora è nata e nelle ore immediatamente precedenti al parto.
La madre della bimba, una 26enne calabrese residente col marito in un paese della provincia, era ricoverata all’ospedale viterbese dalla notte del 23 dicembre.
Aurora è nata alle 22,10 dello stesso giorno, dopo un parto difficile e quattro ore di travaglio. Non piangeva quando i medici sono riusciti a farla uscire.
Neanche il trasferimento d’urgenza al Policlinico Gemelli di Roma è bastato a salvarle la vita. Aurora ha lottato per tre giorni. Il suo cuore ha smesso di battere la sera di santo Stefano, intorno alle 23, tra lo strazio della madre e del padre, anche lui giovanissimo, 27 anni appena.
L’iscrizione dei sei medici nel registro degli indagati, al momento, è un atto dovuto.
A parte il fatto che erano loro ad assistere la giovane madre in sala parto, non c’è nessun elemento che, per ora, accerti una qualche responsabilità.
L’ipotesi di reato è omicidio colposo, in relazione a eventuali negligenze dell’équipe che ha operato. Negligenze che solo l’autopsia disposta dal magistrato per oggi alle 13 potrà confermare o escludere.
L’incarico è stato affidato sabato alla dottoressa Maria Rosaria Aromatario, dell’istituto di medicina legale dell’Università La Sapienza. Compito del medico legale sarà fare chiarezza sulla dinamica del decesso.
La dottoressa Aromatario ha seguito casi analoghi a quello di Aurora. Fu sempre lei a eseguire l’autopsia sul corpicino di Viola, la neonata morta nell’estate dell’anno scorso all’ospedale di Tarquinia. La stessa Aromatario è stata nominata perito del tribunale di Viterbo per la vicenda di Claudia, vissuta appena 17 giorni, e per la cui morte è in corso il processo a due ginecologi di Belcolle.
La dottoressa ha preso sessanta giorni di tempo per depositare la sua relazione sulla scrivania del pm. Solo a quel punto sarà possibile capire com’è morta Aurora e perché.
Nelle prossime settimane il pm Massimiliano Siddi provvederà ad affidare un ulteriore incarico a un altro medico, specializzato in ginecologia o neonatologia, che dovrà accertare il nesso di causalità tra la morte della bimba e un’eventuale responsabilità medica.
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