Sutri – Sorpreso a frugare nella loro macchina per rubare una borsa.
Era l’estate del 2008. Per un 46enne di Civitavecchia la condanna per furto aggravato è arrivata ieri. Un anno e otto mesi la pena comminata dal giudice del tribunale di Viterbo Rita Cialoni, che ha condannato anche la moglie dell’imputato a otto mesi per simulazione di reato.
Il furto risale al primo giugno di sei anni fa. Una coppia, andata insieme a un pranzo di matrimonio, parcheggia la macchina nel cortile del ristorante, in via delle Cassie a Sutri.
Poco dopo, tornando verso la macchina per recuperare effetti personali, notano una persona ferma vicino alla loro Alfa 147. L’uomo spacca il finestrino e prende da dentro una borsa nera. All’interno c’è di tutto: soldi, patenti di guida dei fidanzati, quattro cellulari, documenti e il distintivo da poliziotto del derubato. Il ladro scappa sulla sua auto. Il poliziotto fa in tempo ad agganciarsi alla maniglia della portiera, ma riesce a restare aggrappato solo per qualche secondo, prima di vedersi sfuggire il 46enne.
Fa comunque in tempo a vedere il suo braccio pieno di cicatrici. Sarà un elemento essenziale per il riconoscimento del malvivente, prima in fase di indagini, poi al processo. In aula si procede al confronto all’americana: la coppia individua l’imputato da un vetro, riconoscendolo tra più persone.
Quanto alla moglie, anche lei è alla sbarra. Non per furto, ma per simulazione di reato. Per tirare il marito fuori dai guai, infatti, avrebbe sporto una denuncia di furto della macchina con cui era scappato.
Oltre alla condanna della coppia, i due fidanzati, costituiti parte civile e rappresentati dall’avvocato Stefano Clementi, hanno ottenuto una provvisionale di 1600 euro. La procura procederà per falsa testimonianza contro due conoscenti di marito e moglie. Entrambi, chiamati a deporre in aula, avrebbero cercato di sostenere l’alibi del furto dell’auto, per proteggere l’imputato.
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