Viterbo – (s.m.) – Baby spacciatori alla fermata del bus (video – video 2 – fotocronaca). Pronti a rivendere persino i gioielli di casa per comprarsi la droga.
Dall’indagine della squadra mobile, sezione narcotici, emerge un inquietante spaccato giovanile.
Hashish e marijuana scorrevano a fiumi al Riello. Il terminal dei bus della provincia era la piazza di spaccio ideale per molti di quelle centinaia di ragazzi che, ogni giorno, fanno il tragitto casa-scuola e ritorno coi mezzi.
Un’abitudine consolidata, ripresa dalle microcamere piazzate dagli investigatori. Spaccio e consumo sul posto, prima di entrare in classe. E poi di nuovo, dopo la lezione, aspettando il bus del ritorno.
In 17 sono indagati per detenzione ai fini di spaccio di droga. Ad alcuni è contestata l’aggravante della vendita di marijuana e hashish a minorenni. Minorenni acquirenti. Ma anche spacciatori. Di quei 17, quattro non hanno ancora compiuto diciott’anni. Si parla di sedicenni. Per loro procederà il tribunale dei minori, dopo lo stralcio eseguito dalla procura di Viterbo, nella persona del pm Paola Conti, che ha coordinato le indagini avviate dalla squadra mobile un anno fa.
Già dai primi appostamenti e pedinamenti i poliziotti hanno fiutato che si trattava di un fenomeno sistematico e di vasta portata. Confermato, poi, dalle intercettazioni ambientali autorizzate dalla procura, dopo la dettagliata informativa degli agenti. Video che sono un continuo di scambi al volo. Movimenti fulminei. Passaggi di droga e soldi.
In un filmato un ragazzo di neppure vent’anni tira fuori un involucro da una scarpa, si guarda intorno e poi lo dà all’amico vicino. I giovani, fermati e controllati, venivano puntualmente trovati in possesso di quantità modiche di marijuana o hashish. In un range compreso sempre tra i 16 e i 25 anni.
Gli agenti di via Romiti parlano di “fenomeno inquietante”, con “ragazzi capaci di consumare decine di canne al giorno”.
“Alcuni rivestivano il ruolo di referenti per lo spaccio – spiega il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione -. E’ a loro che è contestata l’aggravante della vendita a minorenni”.
Gli agenti hanno sequestrato mezzo chilo di stupefacenti in tutto. Marijuana e hashish. Ma i giovanissimi presunti pusher avrebbero avuto disponibilità anche di cocaina.
L’indagine sui 17 è chiusa. Ma un filone parallelo continua sui canali di approvvigionamento dello stupefacente. Mesi fa, i poliziotti hanno fermato due extracomunitari con un etto e mezzo di stupefacenti a Pratogiardino. Potrebbe essere una delle tante sorgenti dello spaccio, ma gli accertamenti continuano nel più stretto riserbo.
Dalle indagini, è emerso anche che almeno un paio di ragazzi, tra cui uno minorenne, sarebbero arrivati a rubare gioielli a casa per poi rivenderli ai compro oro e guadagnare, così, somme anche ingenti per l’acquisto di stupefacenti.
In un caso un minorenne è riuscito a mettere insieme 1000 euro dalla vendita dei gioielli di casa, assoldando una ragazza più grande per la transazione. Con quei soldi ha comprato un etto di marijuana.
Per i 17 indagati, già avvisati della conclusione delle indagini, scatterà presto la richiesta di rinvio a giudizio. Altri 8 giovani sono stati segnalati alla prefettura come consumatori. Una sanzione solo apparentemente più leggera dell’indagine penale.
“I segnalati dovranno affrontare un lungo iter amministrativo – spiega Zampaglione -. Patenti, passaporti o licenze gli saranno sospesi, finché non sarà accertato tramite esami specifici che hanno smesso di consumare stupefacenti”.
Fotocronaca: I passaggi di droga e soldi tra i ragazzi
Video: Lo spaccio al Riello – La ricostruzione della vicenda
– Supermarket della droga a Riello, indagati 17 ragazzi
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