Viterbo – (sil.co.) – Studenti ancora minorenni, per comprarsi la droga si sarebbero anche venduti l’oro rubato ai genitori.
E’ emerso durante l’udienza di ieri del processo alla presunta banda di baby-pusher che avrebbero imperversato al capolinea del Riello sgominata dalla polizia nel 2014. Sarebbero stati specializzati in studenti delle superiori pendolari, loro coetanei, intercettati al capolinea prima dell’entrata a scuola o prima che riprendessero il bus all’uscita. Passò alla storia come operazione “Mezzaluna”, dalla forma della panchina dove gli spacciatori davano appuntamento ai clienti
Ma i testimoni, all’epoca vittime minorenni dell’attività di spaccio, in tribunale provano a negare: “No al capolinea, gli spinelli li compravo a pratogiardino quando facevo sega”.
Spaccio al Riello – Il passaggio di droga e soldi filmato dai poliziotti
Uno di loro, nel frattempo, dagli spinelli sarebbe passato ad altro ed è finito nel vortice della tossicodipendenza. All’epoca aveva 17 anni: “Facevo le superiori a Viterbo, adesso sono in comunità e sto seguendo un percorso per uscirne”.
Dodici gli imputati, dieci italiani e due di origine straniera, per i quali è ripreso ieri il processo davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei. Durante l’udienza il pubblico ministero Paola Conti ha mostrato a tre testimoni, all’epoca minorenni, alcune foto che li ritraggono, estrapolate dal video della durata complessiva di 5-6 ore girato dagli investigatori.
In tre, tra molti non ricordo, hanno risposto alle domande del magistrato che, avuta conferma che ai tempi facevano uso di hashish e marijuana, ha chiesto loro dove e da chi acquistassero gli spinelli.
“Tutti sapevano che al Riello si vendeva droga”, ha risposto un 25enne, mai sentito prima, dicendo di conoscere, tra gli imputati, alcuni compagni di scuola e compaesani, ma negando di stare acquistando stupefacente nel fotogramma che sembra “inchiodare” lo spacciatore (“semmai sembra che sto stappando una bottiglia”) e spiegando “gli spinelli li compravo a pratogiardino quando facevo sega”.
Spaccio al Riello – Il passaggio di droga e soldi filmato dai poliziotti
Gli altri due testimoni, il 13 gennaio 2014, sono stati sorpresi con circa 1600 euro in contanti e un etto di marijuana. I soldi erano il provento dei gioielli rubati in casa da uno dei due e venduti a un compro oro dall’amico tramite una ragazza. Sarebbero serviti a comprare anche lo stupefacente.
Entrambi “smemorati” come il teste che li ha preceduti, hanno ammesso alcuni episodi che avevano già riferito a suo tempo agli inquirenti: acquisti di fumo da 10-20 euro a dose, 40 euro in due tranche da 20 e 29 euro da tal “Alessandro di Nepi” e poi anche i 100 grammi di marijuana che gli furono trovati sette anni fa nello zaino assieme ai libri di scuola.
Uno dei pusher sarebbe stato particolarmente esigente. “Contattato tramite messaggi, voleva i soldi sull’unghia. Lo scambio avveniva ai giardinetti o al monumento”.
Articoli: Baby pusher del Riello, in aula il filmato dello spaccio – Baby spacciatori al Riello, in 13 rischiano il processo – Baby spacciatori al Riello, le ‘vedette’ nascondevano droga nelle fioriere – Spaccio a Riello, minorenni tra gli indagati – Baby spacciatori alla fermata del bus – Supermarket della droga a Riello, indagati 17 ragazzi
Fotocronaca: I passaggi di droga e soldi tra i ragazzi
Video: Lo spaccio al Riello – La ricostruzione dell’inchiesta
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY