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Viterbo - Così Maria Immordino (Solidarietà cittadina) sull'emergenza

“Continueremo il nostro impegno contro l’arsenico”

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Maria Immordino, Solidarietà cittadina

Maria Immordino, Solidarietà cittadina

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il comitato” Noi non ce la beviamo” formato da varie associazioni e movimenti (Usb, Solidarietà cittadina, RC, Forum acqua pubblica, Venti Venti) ha presentato, alla magistratura, un esposto relativo alla presenza dell’arsenico nella nostra acqua. L’esposto ha una duplice finalità:

– accertare eventuali responsabilità penali e civili dei vari enti preposti;

– accelerare la soluzione, per avere,finalmente,nelle nostre case acqua potabile senza più doverci “sderenare” per attingere acqua alle cosiddette casette ( poche, alcune a pagamento e non facilmente raggiungibili dalle persone per vari motivi) e per evitare ulteriori spese relative all’acquisto di acqua minerale. A noi l’acqua costa tre volte, e non una, come nelle regioni efficienti ed evolute che hanno già risolto un analogo problema.

Come siamo arrivati a questo punto? Chi non ha fatto il proprio dovere in modo efficace? E’ per avere risposte che ci siamo rivolti alla magistratura. In questa fase, non chiediamo indennizzi o risarcimenti, ma che il problema si risolva e che ogni ente faccia ciò che è di sua competenza.

E’ complicato capire di chi sono le responsabilità di questa situazione inaccettabile. Il Comune rimanda al gestore idrico (Talete) e alla Provincia, la Provincia alla Regione, la Regione al governo nazionale che taglia finanziamenti e risorse per colpa della “crisi”, presentata come ineluttabile e senza vie d’uscita. Uno dei tanti problemi è, infatti, costituito dal fatto che la gestione dei dearsinificatori verrebbe a costare troppo.

Mi auguro che a nessuno dei nostri governanti, eletti proprio per governarci e risolvere i problemi, venga in mente di osservare banalmente che non possiamo pretendere che un problema più che decennale venga risolto in fretta. Spero, inoltre, che venga abbandonata l’idea di miscelare le acque per rientrare nei limiti previsti dalla direttiva europea. Un avvelenamento più diluito non mi pare una grande soluzione. E’arduo sperare che, entro tempi ragionevoli, possiamo goderci una bell’acqua, pulita, limpida, ad arsenico zero?

Il 31 dicembre 2014 scadrà l’ennesima finta proroga. Cosa succederà il primo gennaio 2015? I nostri rubinetti rimarranno desolatamente asciutti e ci diranno che l’acqua potrà essere usata solo per lavare i pavimenti, sempre con cautela? Leggo che l’assessore Equitani chiederà alla Regione a che punto sono i lavori per la messa in opera e il funzionamento dei dearsinificatori. Buongiorno, assessore, ben svegliato. Non crede che il suo sussulto di consapevolezza, assieme a quello di tanti sindaci, sia tardivo?

Presidente Zingaretti, Presidente Meroi, Sindaco Michelini, come pensate di risolvere, da qui a due mesi, un problema che le amministrazioni passate, di qualsiasi colore politico, non sono stati in grado di risolvere? Il Presidente Zingaretti, l’altro giorno, nella Sala Regia, ha affermato che la soluzione, praticamente, è dietro l’angolo. Chissà perché a noi viene subito alla mente la denominazione del nostro comitato: Noi non ce la beviamo. Si ipotizza l’ingresso di gestori idrici privati, ma questa è un’altra storia che merita analisi ampie e approfondite.

Il comitato continuerà il suo impegno contro l’arsenico e altri veleni, con una serie di iniziative di cui darà informazioni di volta in volta, invitando la popolazione a partecipare, perché l’arsenico e i suoi effetti devastanti sono un problema di tutti.

Restiamo in attesa di cortesi risposte.

Maria Immordino
Solidarietà cittadina


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31 ottobre, 2014

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