Viterbo – Andrà a processo il grafico accusato di aver pagato un 16enne per avere rapporti sessuali.
A.B., 59enne viterbese, è stato rinviato a giudizio per estorsione e sfruttamento della prostituzione minorile.
A gennaio comparirà davanti al tribunale collegiale di Roma, proprio per la gravità delle accuse a lui mosse dalla Direzione distrettuale antimafia.
Soldi al suo giovanissimo addetto alle pulizie in cambio di prestazioni sessuali. Dalla masturbazione a rapporti completi. Con ‘prezzi’ che, secondo l’accusa, variavano dai 30 ai 100 euro.
Una vicenda approdata a Roma proprio per la sua delicatezza: il pm Renzo Petroselli trasferì il fascicolo alla Dda, competente per questo tipo di reato.
Dai fatti sono già passati dieci anni. La presunta vittima, oggi, è un 26enne. Solo nel 2011 si è deciso a sporgere denuncia. Ma le richieste di sesso in cambio di soldi e le minacce di licenziarlo se non si fosse prestato al gioco, risalirebbero al 2004.
Inizialmente, sarebbero stati due i giovani che accusavano A.B. di prostituzione minorile. Ma l’accusa ha ritenuto di chiedere il rinvio a giudizio dell’indagato solo per i racconti del 16enne, identificato come unica parte offesa della vicenda.
Per la difesa, le accuse sono incompatibili. “O c’è un accordo o c’è violenza e minaccia – afferma l’avvocato di A.B., Samuele De Santis -. Dimostreremo che non c’è stata nessuna violenza e che la vera vittima è stata il mio assistito. Tra l’altro, la perizia che è stata fatta sui computer del suo studio è risultata negativa. Negli hard disk non c’è traccia di immagini pedopornografiche”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY