Viterbo – Non si è presentata in aula perché di lei non c’è più traccia.
La quarantenne camerunense che aveva denunciato una violenza sessuale sul treno è come svanita nel nulla.
Già da luglio si sarebbe allontanata dalla struttura di accoglienza che la ospitava. I tentativi della procura messi in atto finora per rintracciarla sono andati tutti a vuoto. Quindi, niente incidente probatorio.
Il pm Chiara Capezzuto lo aveva chiesto proprio per raccogliere una deposizione della presunta vittima quasi a caldo, prima che potesse decidere di lasciare Orte, dove abitava fino a poco tempo fa, o magari tornare al suo paese natale. Il suo racconto dei fatti, cristallizzato nell’incidente probatorio, avrebbe supplito perfettamente anche a un’assenza della donna dall’Italia.
Ma la quarantenne ha deciso di andarsene prima. Il 9 ottobre, giorno in cui avrebbe dovuto essere ascoltata in tribunale, gli atti sono tornati al pm. E l’incidente probatorio si è chiuso per impossibilità di rintracciare la persona offesa.
“A questo punto, abbiamo un detenuto in base alle dichiarazioni di una persona che non si trova più”, afferma l’avvocato Riziero Angeletti, difensore di B.V., arrestato dalla polfer la sera del 20 agosto.
L’uomo, operaio romeno di 42 anni, è stato bloccato dagli agenti nella stazione di Porta Fiorentina. Richiamati dalle urla della donna, sono intervenuti quando il presunto aggressore le aveva già strappato i pantaloni e la teneva prona e ferma, sul treno appena arrivato in stazione. Una scena terribile. Ma B.V. l’ha sempre raccontata diversamente ai suoi avvocati.
All’interrogatorio di garanzia davanti al gip, il 42enne ha spiegato che la donna era stata la sua convivente. La relazione si era interrotta, ma B.V. sospettava che la donna fosse incinta e che il bambino fosse suo. Per questo avrebbe cercato di convincerla a tornare a vivere con lui a Roma e ad andare in ospedale il prima possibile per accertamenti.
Lui dice di aver incontrato la donna la mattina del 20 agosto a Roma. Insieme sarebbero andati a Orte. Poi a Viterbo, dove, intorno alle 18, il treno si è fermato alla stazione di Porta Fiorentina. E’ a quel punto che la 40enne ha chiesto aiuto ai poliziotti, sbattendo le mani sul vetro del convoglio.
Quella serie di spostamenti in treno dalla capitale alla provincia e poi al capoluogo, non hanno comunque convinto il gip Francesco Rigato, che ha deciso di tenerlo in carcere.
Ma la difesa, dopo gli ultimi sviluppi, annuncia l’istanza di scarcerazione.
– Violenza sessuale sul treno, chiesto incidente probatorio
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