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Faleria - Era accusato di utilizzare l'auto di servizio per scopi personali ma secondo i giudici il suo comportamento è stato sempre corretto

Vigile urbano alla sbarra per peculato, assolto

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Il palazzo comunale di Faleria

Il palazzo comunale di Faleria

Faleria – (f.b.) – Vigile urbano alla sbarra per peculato, assolto.

Era stato accusato di peculato per aver utilizzato la macchina di servizio per scopi personali. Ma i giudici del collegio lo hanno assolto perché il fatto non sussiste. 

La sentenza di assoluzione con formula piena per il vigile urbano, in servizio nel comune di Faleria, è arrivata ieri, a più di cinque anni dai fatti che gli venivano contestati.

Tra i tanti episodi c’è ad esempio quello del 13 maggio del 2009. Il vigile quel giorno, secondo quanto testimoniato da un dipendente del comune, aveva preso la macchina della polizia locale per recarsi a Faleria, dove doveva ritirare dei documenti. “Io ero a pranzo con delle persone in un ristorante – aveva raccontato l’impiegato – e lì mi è venuto a prendere perché dovevamo andare a fare un sopralluogo tra Faleria e Calcata”.

Insomma la macchina in uso al vigile era stata sì avvistata per qualche minuto fuori da un ristorante, ma non per un passatempo.

Anche l’ex sindaco Pierluigi Bianchi lo difese nella sua deposizione in tribunale. “Sono stato sindaco dal 2001 al 2011 e poi consigliere fino al 2013 – ha raccontato l’ex primo cittadino -. Conosco bene lui e so come lavora. Il nostro comune, almeno all’epoca, aveva una sola macchina di servizio e lui era l’unico vigile. A volte, quando capitavano turni di notte o particolari necessità, so che la parcheggiava anche sotto casa sua, ma non ci ho mai visto nulla di strano”.

Niente da ridire nemmeno per gli spostamenti fuori comune, che erano finiti nel mirino dell’accusa. “Era stata stipulata una convenzione tra i comuni di Faleria, Calcata e Rignano Flaminio – aveva specificato l’ex sindaco Bianchi – quindi se il vigile si fosse recato con quell’auto in quei paesi era soltanto per svolgere il suo lavoro”.

Ieri il collegio dei giudici, presieduto da Eugenio Turco, con Silvia Mattei e Rita Cialoni a latere, ha deciso per l’assoluzione, chiesta tra l’altro anche dal pm Chiara Capezzuto. Entro novanta giorni saranno depositate le motivazioni della sentenza.


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13 novembre, 2014

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