Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Occupazione al classico - Nessuna provvedimento sul piano scolastico può derivare dalla protesta il contrario potrebbe essere reato

La preside si legga la biografia di Buratti…

di Massimo Pistilli
Condividi la notizia:

L'avvocato Massimo Pistilli

L’avvocato Massimo Pistilli

Viterbo – Nei giorni scorsi, giovedì – se non ricordo male – sono stato invitato dagli studenti del liceo classico Mariano Buratti che erano riuniti in protesta a discutere con loro della riforma della scuola.

Discussione che mi ha anche un poco emozionato, ricordando di essere stato non solo allievo di quel liceo, ma di aver vissuto momenti simili, come protagonista, nel 1984 – esattamente trent’anni addietro.

Da parte mia, ho precisato ai ragazzi che la riforma La Buona Scuola è un cantiere in itinere e che non condivido alcuni dei punti di quella bozza (come per esempio la previsione che la valutazione del personale abbia un esito predeterminato 66 per cento / 33 per cento).

Ciò posto, ho convintamente difeso quella proposta di riforma, che sento finalmente un po’ anche mia.

Ho ricordato che la riforma Moratti ha visto la scuola come una spesa da tagliare; che ha, effettivamente tagliato (non investendo sul futuro dei nostri figli), con una riduzione immensa delle risorse umane (almeno 15 per cento in meno).

Stavolta si propone di investire, assumendo fino a 140mila docenti, decretando la fine di quell’assurda piaga che è stata il precariato scolastico… il più grande sfruttamento del lavoro precario della storia nazionale, perpetrato dallo Stato come datore di lavoro.

I ragazzi hanno ricordato a loro volta che alla scuola sono stati tolti almeno 8 miliardi… sono molti di più, in tutti questi anni. E allora, ho osservato che si propone di investirne almeno altri 3 (di miliardi).

Abbiamo discusso del merito, e io ho sostenuto che non tutti i docenti sono uguali, come non sono uguali tutti i medici o gli avvocati o gli architetti… e i loro genitori lo sanno bene, quando devono scegliere qualcuno per curare i figli o difenderli in un giudizio.

Ho concordato con loro che il metodo per definire il merito deve essere scelto con cura – come lo stesso Matteo Renzi ha ammesso alla festa dell’Unità di Bologna – ma che la questione del merito nel pubblico impiego deve essere affrontata. Perché il merito è di sinistra… e se non c’è il merito ci saranno i privilegi feudali di nascita ed è questo che non è di sinistra!

Alle obiezioni sui finanziamenti alle scuole private, ho ricordato che la Costituzione sancisce la libertà di insegnamento dei singoli, ma senza oneri per lo Stato. Da decenni e decenni questa regola non è rispettata e i finanziamenti pubblici a scelte private aumentano. Sono aumentati anche durante gli intermezzi di governo della sinistra.

Questa volta, per la prima volta sono diminuiti. È ancora poco? Probabile… Però non ha senso lamentarsene con questo governo.

Infine, a chi sosteneva che questa riforma è in continuità con i progetti Moratti – Gelmini – Aprea, ho ribattuto che non c’è differenza maggiore in politica che quella che si può osservare tra la Aprea e il Partito Democratico di Renzi.

Ciò detto, ho manifestato ai ragazzi la mia ammirazione per la loro protesta.

Ho visto tantissimi giovani, come è ormai rarissimo vedere in riunioni politiche… Attenti al dibattito, curiosi, ma anche consapevoli… critici, ciascuno con proprie idee. Perciò ho visto con i miei occhi che questa esperienza di protesta – come altre, immagino – è una meravigliosa opportunità di educazione, intesa come crescita personale e sociale. E prima di andarmene ho fatto gli auguri di continuare ad essere così…

E, poi, leggo su Tusciaweb che la dirigente scolastica del mio Liceo (intestato a Mariano Buratti) pretende di ridurre questa esperienza a una specie di bagarre irresponsabile; e pretende, ancor peggio, che le famiglie giustifichino le assenze dei loro figli tradendo le scelte di questi ultimi (affermare che non erano assenti per protestare); prospettando addirittura di escludere i ragazzi da eventi sociali (feste scolastiche) per aver cercato di avere idee proprie.

È inaccettabile. Intollerabile, perfino. 

Io non condivido le ragioni di questa specifica protesta, ma ricordo alla dirigente che la scuola è la seconda agenzia educativa; un ruolo di responsabilità immensa. E la prima agenzia educativa è la famiglia. Che ha l’obbligo di rispettare la personalità dei propri figli, consentendo loro di maturare le proprie convinzioni ed esprimerle nelle formazioni sociali.

Ricordo alla dirigente che da un punto di vista normativo, è la famiglia che giustifica la scelte di vita dei propri figli. Se la famiglia ritiene che i figli abbiano partecipato a una protesta giustamente, la scuola non può farci nulla… che nulla, del resto, potrebbe fare anche se la giustificazione mancasse. Nessun provvedimento disciplinare potrebbe legittimamente assumere per questo; nessuna conseguenza didattica potrebbe derivarne e il contrario sarebbe con ogni probabilità addirittura reato (a proposito di rispetto delle regole).

Né è mai educativo insegnare a mentire. Affermare il contrario di quanto avvenuto.

Né, infine, promuove la civiltà insegnare che le proprie idee costano esclusione sociale: da una festa oggi… e domani?

Infine, ricordo alla dirigente che è un grande onore e una grande responsabilità anche e soprattutto dirigere un liceo classico intestato a Mariano Buratti (una cui brevissima biografia, che appena gli rende onore, si può leggere anche qui).

È bene che la (ri)legga e comprenda che nulla di più nobile (e perciò educativo) vi è che per le proprie idee combattere… se ne si ha il coraggio fino a morirne.

Massimo Pistilli


Articoli: Un ex studente: “Studenti, boicottate il Gran Galà di Natale” – La preside del Buratti: “Fuori gli ‘occupanti’ dal Gran Galà di Natale”


Condividi la notizia:
15 dicembre, 2014

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/sindaco-cercasi-ci-vorrebbe-diogene/