Tuscania – E’ in cella dal 26 agosto per una rapina in un bar. Ieri mattina Beatrice De Leva è sbottata, davanti al giudice Rita Cialoni: “Perché devo continuare a stare dentro un carcere pur essendo innocente?”.
Su di lei, 31enne messa a dura prova dalla vita, pesa una condanna a due anni per l’omicidio colposo del figlio: il piccolo Rocco Pellegrini, stroncato da una bottiglietta di metadone bevuta per sbaglio. Aveva solo tre anni.
Il processo per rapina è tutta un’altra storia. Ma Beatrice De Leva si giustifica anche per il suo bambino che non c’è più: “Quando è accaduto il fatto io mi trovavo di sopra in cucina a cucinare e il bimbo era giù col padre, ma né io né lui avremmo voluto mai che succedesse una cosa del genere”.
La giovane donna prende la parola dopo il brigadiere che l’ha arrestata e la barista che avrebbe rapinato. Loro ripercorrono i fatti. 26 agosto. Ore 20,15 circa. Tuscania.
In un bar si presenta Beatrice De Leva. Resta tre quarti d’ora in bagno, prende un caffè e se ne va. Poi ritorna, chiede di un braccialetto che aveva perso, ma la signora non ne sa niente. Per tutta risposta, la donna le avrebbe strappato di dosso la catenina d’oro che portava al collo. I carabinieri la fermano poco dopo a un posto di blocco: in macchina, tra il freno a mano e il sedile del passeggero, trovano la catenina.
Ai polsi della donna scattano le manette per rapina aggravata. I carabinieri scoprono anche che la 31enne ha nel bagagliaio un machete, una falce e un’accetta.
Lei prende la parola in udienza per leggere una lettera che ha scritto lei stessa al giudice. Si ritiene innocente. Lo ripete più volte. Sostiene di essere tornata al bar per cercare il braccialetto che aveva perso e di non aver rubato nessuna collana. Uscendo dal bar va in cerca della caserma più vicina per denunciare il furto. Ma sono i carabinieri a trovare lei. E da tre mesi e mezzo è in carcere. Ingiustamente, dice lei.
Il suo avvocato fa notare che il reparto di osservazione del carcere di Sollicciano ha fatto una relazione sulla capacità di stare in giudizio della signora. Le conclusioni dello psichiatra dovrebbero arrivare a giorni. Alla prossima udienza, il giudice le acquisirà, anche ai fini della decisione.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY