Viterbo – (g.f.) – Spostati come pacchi postali. Peccato che siano studenti e che a differenza dei pacchi, non si conosce nemmeno la loro destinazione.
E’ quanto sta accadendo a venticinque studenti che dal prossimo anno avrebbero dovuto frequentare la scuola media Egidi. La loro iscrizione è stata accettata a inizio marzo, poi però dalle graduatorie sono stati cancellati.
Tutta colpa del sovrannumero delle classi, pare.
Adesso le famiglie sono sul piede di guerra e ieri mattina, una rappresentanza dei genitori, accompagnata dalla consigliera comunale Chiara Frontini (Viterbo 2020) ha consegnato una lettera al sindaco Leonardo Michelini, in cui chiedono che il comune torni sui propri passi.
Con tutti i disagi che ne conseguono.
“C’è chi ha figli – si legge nel documento – che già frequentano la Egidi, altri che arrivano dalla primaria all’Ellera, quindi la destinazione naturale è la Egidi. C’è chi vive vicino al plesso”.
Ragione per cui i genitori si oppongono con forza a quello che definiscono un diktat.
E non convincono le ragioni della dirigente scolastica Loretta Bucciotti, sul sovrannumero delle classi.
“Se fosse questo il problema – osservano i genitori – alla primaria all’Ellera sono state attivate 24 classi anziché 22 e alla Canevari 27 anziché 26”.
C’è dell’altro. “Sulla sicurezza: la maggior parte delle scuole nel comune di Viterbo non ha il certificato prevenzione antincendio, eppure fino a oggi nessuno ha mai sollevato il problema. La legge vale solo per la Egidi?”.
C’è chi sostiene come lo spostamento sia dovuto a ragioni di risparmio: “Possibile – scrivono ancora i genitori – che i tagli vadano sempre e solo a colpire la scuola pubblica? Possibile che nel bilancio del comune di Viterbo non ci siano ben altri sprechi da tagliare?
Noi crediamo di sì, a cominciare dall’indennità degli amministratori”.
Quindi la netta presa di posizione: “Non intendiamo iscrivere i nostri figli ad altre scuole, se non in quella prescelta e per la quale eravamo stati accettati con mail del 3 marzo.
Non accettiamo che il comune si arroghi il diritto di fare al nostro posto, le scelte educative per il futuro dei nostri figli”.
La lettera si chiude con l’auspicio che l’amministrazione torni sui propri passi. Ieri mattina il sindaco ha incontrato la rappresentanza dei genitori.
E’ sembrato possibilista, stando ai presenti. Si vedrà.
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