Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Caro capogruppo Serra,
siamo i docenti “spettinati” di tutta la provincia che orgogliosamente sono andati a difendere a Roma il diritto alla parola degli addetti ai lavori.
Diritto che non alberga in questo ddl. Abbiamo letto il suo lungo e retorico intervento e siamo allibiti!
Abbia rispetto per chi oggi ha rinunciato a un giornata di stipendio per esprimere la libertà di pensiero. Le ricordiamo che “le arti e le scienze sono libere e libero ne l’insegnamento”.
Lei, secondo noi, in perfetto stile politico, per non perdere occasione di fare il primo della classe, come il suo maestrino Renzi, ha strumentalizzato una protesta, pacifica, civile e democratica dell’intera classe docente della provincia di Viterbo.
Ma la cosa più grave che attraverso il suo torrenziale intervento si comprende che lei non ha la minima idea di quale sia il merito della questione.
Quando lei parla di lotta alla raccomandazione, lo sa che il preside secondo questo ddl potrà nominare chi gli pare? Alla faccia del merito!
Si rende conto che gli incarichi triennali distruggono ogni continuità didattica? Si parla del preside sindaco ma i sindaci sono eletti democraticamente. I vostri presidi saranno nominati da chi? Dai politici?
La ringraziamo per l’obolo di 500 euro, ma li consideriamo un acconto per quelli che in questi anni abbiamo speso in proprio per la formazione.
Lei parla di confronto? Sono anni che noi docenti lo chiediamo invano a tal punto che siamo pronti a farlo anche adesso, magari in un consiglio comunale aperto, in qualità di docenti, cittadini e forse ex elettori.
Un gruppo di docenti
della provincia di Viterbo
di ritorno dalla manifestazione di Roma
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