Bagnoregio – Rimborsi sospetti, via alla causa civile.
E’ partito ufficialmente oggi il contenzioso tra il comune di Bagnoregio e l’ex sindaco della cittadina Erino Pompei.
Al centro della causa, presunte trasferte sospette che avrebbero dato origine a rimborsi illeciti. L’importo ammonterebbe a circa 37mila euro, cui si aggiungerebbero 40mila euro per i danni che il comune è pronto a chiedere.
Stamattina, prima udienza, davanti al giudice del tribunale civile di Viterbo Caterina Mastropasqua. Un’udienza interlocutoria, servita per chiedere l’ammissione delle prove, tra testimoni, documenti ecc.. Il giudice ha preso tempo: sciolta la riserva, fisserà la prossima udienza per entrare nel vivo del procedimento.
Parallelamente, è in piedi un fascicolo aperto dalla procura della Repubblica di Viterbo, nella persona del pm Fabrizio Tucci, che ha delegato le indagini alla finanza. Ma Pompei non è mai stato interrogato. Né ha mai ricevuto avvisi di conclusione delle indagini, richieste di archiviazione o altri atti.
Il caso scoppia nel 2013. L’attuale sindaco Francesco Bigiotti nota che gli viene accreditata una trasferta in realtà mai presa. Da qui, inizia l’attività di verifica che porta a passare al setaccio le varie trasferte e la documentazione giustificativa. Che in alcuni casi, risalenti al periodo in cui Pompei era sindaco di Bagnoregio (2000 – 2009), sarebbe mancata del tutto.
A quel punto, parte la denuncia per peculato e truffa, oltre all’azione civile per ottenere la restituzione dei soldi spesi dal comune di Bagnoregio per quelle trasferte apparentemente ingiustificate.
Ma Erino Pompei non ci sta a passare come uno che ha intascato soldi per se. “Le missioni che mi sono fatto rimborsare sono pochissime, rispetto a quelle effettive – afferma -. Dal ’99 al 2009 sono andato in giro a cercare soldi per Bagnoregio e, così facendo, Bagnoregio ha ottenuto 26 milioni di euro di investimenti. E adesso? Adesso che Civita di Bagnoregio sta crollando, chi ci pensa agli investimenti? Ho messo a disposizione del comune anche gli stessi accrediti delle mie trasferte; li abbiamo usati per pagare spese che non si arrivavano a saldare con i fondi in bilancio. Sto aspettando di essere portato in un qualche carcere di massima sicurezza per questo – conclude Pompei sarcastico -. Per ora, me ne sto tranquillo ad aspettare che la giustizia faccia il suo corso. Certo è che chi mi ha denunciato sedeva con me in maggioranza tra il ’99 e il 2009. Dov’era in quegli anni? Perché non denunciarmi prima?”.
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