Viterbo – Adesso sono tutti ai domiciliari.
Anche il secondo gruppo di arrestati nell’operazione “Fai da te” è tornato a casa ieri.
Su parere positivo del pm, il gip Salvatore Fanti ha accolto la richiesta dei difensori di sostituire il carcere con una misura più leggera. Ed ecco qua: tutti e 17 resteranno reclusi in casa fino al nuovo ordine.
La retata dei carabinieri era scattata all’alba del 29 maggio. Due filoni d’indagine, tra gli assalti alle colonnine self-service di benzina e lo spaccio di droga ai minorenni.
In sei, la cosiddetta “banda del frullino”, sono accusati di associazione a delinquere finalizzata ai furti, per aver tentato, smerigliatrici alla mano, di portare via l’incasso delle colonnine del self-service, riuscendoci solo in un caso su sei.
La gang di presunti spacciatori, invece, sarebbe composta dagli altri 11 arrestati, cui gli investigatori sono arrivati tramite intercettazioni (uno della ‘banda del frullino’ aveva contattato uno spacciatore per la droga).
Gli inquirenti individuano due gruppi di spacciatori: uno, composto prevalentemente da stranieri, ‘abborda’ i ragazzini nei parchi e consegna la droga quasi sempre negli stessi luoghi; l’altro gruppo di pusher fa leva soprattutto sulle sue conoscenze tra gli studenti ed è agli studenti – spesso minorenni – che vende di più. Tra gli indagati, anche una ragazzina di 16 anni, accusata di aver raccolto i soldi a scuola e portato la droga in classe a chi la chiedeva a lei o al suo fidanzato arrestato.
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