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Viterbo - L'intervento dei docenti dell'Ic Ellera

“La Buona scuola ha effetti deleteri sulla qualità dell’insegnamento”

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Esame di maturità

Scuola

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo il documento redattore dai docenti dell’Ic Ellera indirizzato al collegio docenti e riguardante il ddl la Buona scuola – Il collegio dei docenti dell’istituto comprensivo statale “Ellera” di Viterbo, letti, esaminati, approfonditi e discussi gli aspetti didattici del Disegno di legge sulla scuola approvato dal consiglio dei Ministri e in parlamento, ha prodotto il presente documento che sintetizza il parere dell’assemblea.

In particolare l’attenzione del collegio si è focalizzata sugli aspetti strutturali e didattici del Ddl, individuandone le criticità e gli innumerevoli anelli di debolezza insiti nel provvedimento in esame. L’assenza di una specifica trattazione relativa a tematiche non didattiche, contenute nella suddetta proposta di legge, non va interpretata come un silenzio/assenso da parte dell’assemblea, ma in termini di un naturale rispetto delle prerogative attribuite al collegio dei docenti, competente a deliberare su materie di natura esclusivamente didattica.

Vengono schematicamente riassunte le tematiche trattate e le negative considerazioni espresse dal corpo docente sull’impalcatura ideologica, strutturale e didattica su cui è fondato l’intero Ddl.

Consideriamo la Buona scuola un ulteriore attacco alla scuola pubblica, al ruolo degli insegnanti, al diritto allo studio. Non vi è alcun riferimento al diritto allo studio, alla valorizzazione delle differenze, al pensiero autonomo e critico, alla cittadinanza, alla formazione integrale della personalità.

Si svuota la scuola di senso e di contenuto, riducendola al mero luogo delle prestazioni, in cui utenti e docenti vengono chiamati a svolgere performance standardizzate subordinate all’economia e al mondo del lavoro.

Il dirigente scolastico è prefigurato come l’esecutore del potenziamento dell’autonomia a cui viene attribuita la responsabilità delle scelte didattiche, formative, della valorizzazione delle risorse umane e del merito dei docenti (art. 7).

Ai Ds vengono attribuiti ulteriori poteri che contribuiscono alla creazione di un modello di scuola fortemente “aziendalistica”, violando la libertà di insegnamento dei docenti e favorendo la competizione fra scuole differenti.

Infatti l’art. 2 prevede che il Ds, “sentiti” il collegio dei docenti e il consiglio d’istituto, ha il potere-dovere di elaborare entro ottobre, il piano triennale dell’offerta formativa con l’eventuale coinvolgimento dei principali attori economici, sociali e culturali del territorio” .

Il piano dovrà contenere il fabbisogno organico dell’autonomia, articolato in posti comuni, posti di sostegno e quelli per il potenziamento dell’offerta formativa (progetti extracurriculari, supplenze) e il fabbisogno di materiali ed infrastrutture necessarie per lo svolgimento delle attività didattiche.

L’art. 7, comma 4, prevede “l’istituzione di albi territoriali organizzati per gradi di istruzione, classi di concorso e tipologie di posto” in cui confluiranno i docenti neoassunti ma anche quelli di ruolo soprannumerari o che richiedano trasferimento a partire dall’anno scolastico 2015/2016.

Il Ds avrà potere di selezionare il proprio organico scegliendo, per un triennio anche docenti appartenenti all’organico di altre scuole, incentivandoli con la prospettiva di possibili premi di merito. La scelta dei docenti sarà discrezionale da parte del Ds, senza alcuna necessità di motivazioni oggettive (titoli, anzianità e/o continuità di servizio): criteri e motivazioni dovranno essere solo pubblicati all’albo e potranno differire da scuola a scuola.

L’ampio spettro di poteri attribuiti al capo d’istituto comprende anche la “flessibilità”: egli potrà scegliere docenti in possesso del titolo di studio richiesto per la specifica disciplina, per l’insegnamento di materie non comprese nelle abilitazioni possedute. Non è difficile prevedere gli effetti deleteri sulla qualità dell’insegnamento.

Obiettivo del Ddl è anche la riduzione del numero di alunni per classe che viene demandata alle esclusive funzioni del Ds che dovrà operare nel rispetto dell’organico assegnato e delle risorse disponibili: in ogni caso, la relazione tecnica specifica che una riduzione di alunni effettuata in una classe dovrà essere compensata da un aumento in un’altra, in modo da garantire sempre lo stesso numero di classi.

Una delle esclusive funzion i attribuite al Ds è quella della valutazione del merito dei docenti che, anche in questo caso, non sarà assoggettata a specifici vincoli: il capo d’istituto dovrà procedere autonomamente in base alla “valutazione dell’attività didattica” in relazione “ai risultati attenuti in termini di qualità dell’insegnamento, di rendimento scolastico degli studenti, di progettualità nella metadologia didattica, di innovatività e contributo al miglioramento complessivo della scuola” (art. 11).

L’ importo complessivo da distribuire ai docenti “meritevoli” sarà di circa 200 milioni di euro all’anno, a partire dal 2016, di cui beneficerà circa il 5% dei docenti. Ciò mentre le retribuzioni degli insegnanti italiani rimangono tra le più basse d’Europa e il contratto è fermo al 2009.

Sulla base delle precedenti considerazioni, il collegio dei docenti dell’Ellera espone motivate perplessità e preoccupazioni per la ricaduta negativa che un siffatto provvedimento avrebbe sull’intero comparto scuola. Le maggiori criticità possono essere riassunte nei seguenti punti:

1. L’intera struttura del Ddl ha una prospettiva fortemente concentrica rispetto ad una figura base, il dirigente scolastico, a cui vengono attribuite funzioni esclusive precedentemente di competenza degli organi collegiali. In tal modo, oltre alle attività prettamente amministrative e organizzative, il dirigente diventa il fulcro d’importanti e delicate funzioni che potrebbero produrre condizioni ostative alla libertà d’insegnamento, di pensiero e di espressione, all’organizzazione dell’impianto dell’offerta formativa, alla democrazia interna alle scuole e alla collegialità delle decisioni.

2. La supremazia giuridica del Ds anche in campo didattico e formativo, precedentemente di competenza esclusiva del collegio, comporterebbe un’aziendalizzazione-gerarchizzazione della scuola. La chiamata nominativa, i premi ai meritevoli, l’ingerenza sulla didattica del Ds rappresentano solo alcuni degli aspetti che pongono il docente in condizioni di estrema debolezza e subordinazione nei confronti del capo d’istituto. Ciò determinerebbe una drastica riduzione della libertà d’insegnamento e del pluralismo di idee che sono alla base di qualsiasi società civile. Rispetto a questo punto dissentiamo sulle modalità di attribuzione del merito che toglierebbe uguaglianza e dignità al corpo docente poiché demandata ad un “controllore” e a commissioni e/o comitati non formati mediante specifica preparazione, per non parlare di dinamiche relazionali distorte e di conflitti d’interesse.

3. Precarizzazione crescente dei docenti: la triennalità degli incarichi presuppone che, in caso di valutazione negativa del Ds, il docente venga ricollocato negli albi territoriali. Questo subdolo meccanismo, simile al contratto a tutele crescenti del settore privato, comporterebbe una crescente precarizzazione dei docenti e un incipiente declino della continuità didattica.

4. La differenziazione della retribuzione attraverso i premi ai docenti “meritevoli” rischia di innescare competizione e concorrenza individuale generando un sistema di valutazioni “al rialzo” per i propri studenti. Tale sistema determinerebbe una progressiva standardizzazione degli insegnamenti e un’ulteriore dequalificazione della scuola.

Per quanto sopra detto, gli insegnanti firmatari dell’Ic Ellera chiedono che il presente documento venga approvato dal collegio dei docenti ed allegato al verbale del collegio.

Seguono le firme di 122 insegnanti


Documenti: Il testo redatto da 112 insegnanti dell’Ic Ellera


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25 giugno, 2015

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