Viterbo – Dimostrazione silenziosa degli studenti dell’Orioli affinché l’offerta formativa non sia impoverita.
Un gruppo di ragazzi del liceo artistico dell’indirizzo design si sono ritrovati ieri mattina davanti al provveditorato per protestare contro la decisione di inserire nel loro corso di studi 14 ore della stessa materia.
In mano foto e creazioni per dimostrare la loro bravura, il loro impegno e quanto sia importante per loro mantenere un’offerta formativa ricca.
Daniela liceo artistico Orioli indirizzo design.
“Siamo venuti a fare una manifestaizone silenziosa per fare in modo che il nostro indirizzo continui ad essere ciò che è stato nell’anno appena finito – spiega una studentessa, Daniela -. Ci hanno messo 14 ore della stessa materia. A noi non serve fare soltanto progettazione, serve anche di imparare altre materie che ci spieghino come utilizzare i vari materiali, sapere fare un progetto e un oggetto”.
Il cambiamento porterebbe i ragazzi a non avere la possibilità di mantenere la continuità di insegnati.
“La continuità degli insegnanti – prosegue Daniela – non è stata rispettata. Noi invece vogliamo la continuità dei docenti, vogliamo continuare a imparare nozioni sui materiali e chiediamo che queste 14 ore vengano. Vogliamo imparare laboratorio. Vogliamo che la nostra offerta formativa non venga appiattita ma anzi venga arricchita con nuove cose e nuovi sbocchi.
Sono uscite alcune persone dal provveditorato – afferma ancora – che hanno detto che comunque i nostri lavori sono belli. Siamo soddisfatti perché significa che non abbiamo lavorato inutilmente”.
I lavori che i ragazzi hanno portato con loro davanti al provveditorato sono stati esposti sia nella loro scuola che nelle scuole medie del territorio nell’ambito della scelta formativa. Stanno lavorando ai loro progetti per spedirli a Expo e cercare di vincere. “Abbiamo passato il primo round – racconta Daniela – e cercheremo di passare anche il secondo”. Inoltre hanno partecipato ai concorsi regionali della Cna dove hanno ottenuto il primo e il secondo premio.
“Ci aspettiamo che ci ascoltino – conclude Daniela – perché siamo già venuti al provveditorato per parlare e chiedere queste cose. I professori ci hanno detto che ciò che facciamo lo stiamo facendo bene e in più abbiamo i nostri genitori che ci sostengono, quindi non siamo soli. Speriamo bene”.
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