Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Good news - Viterbo - Bimbo di 11 anni, tetraplegico, bloccato in Italia dal parere di un ospedale - Ok del tribunale alla partenza - La mamma, avvocato: "Una battaglia vinta"

Il piccolo Antonio potrà curarsi in America

di Stefania Moretti
Condividi la notizia:

Emanuela Ferrazzoli con la sua famiglia

Emanuela Ferrazzoli con la sua famiglia 

Viterbo – C’è un lieto fine nella storia di Antonio.

Il bambino tetraplegico di 11 anni, inchiodato in Italia da un ospedale e da una giustizia lenta, può finalmente partire per curarsi in America.

La buona notizia, pochi giorni fa: il tribunale del lavoro di Viterbo ha dato ragione alla sua mamma-coraggio, Emanuela Ferrazzoli, avvocato viterbese che dopo il parere del Bambin Gesù, contrario alla partenza,  si era rivolta alla magistratura.

All’inizio, solo delusioni. Per un ricorso urgente, presentato a giugno, il giudice civile fissa l’udienza a fine settembre. Significa non aver letto affatto il ricorso perché fine settembre è tardi, troppo tardi per Antonio, che doveva partire il 12 luglio. Destinazione: l’Osteopathic Center for Children di San Diego, in California, dove i suoi angeli custodi lo hanno accudito per tre anni, ottenendo risultati miracolosi. Dopo le cure, Antonio risponde agli stimoli, accenna piccoli movimenti, riesce ad annuire e dissentire. Passi da gigante per un bimbo speciale come lui, con una paralisi cerebrale che lo ha condannato dalla nascita a una vita in barella.

Per il Bambin Gesù, cui Emanuela deve rivolgersi per avere un parere sulla partenza, i trattamenti non sono efficaci: per Antonio – dicono loro – non c’è niente da fare, né in Italia né altrove. E all’inizio dell’estate, l’ospedale, per la prima volta dopo tre anni di viaggi ininterrotti, si mette di traverso.

Dal giudice che doveva decidere sul suo primo ricorso, Emanuela si sente perfino dire che “non sono problemi suoi”. Quando si dice la sensibilità.

Non si arrende, ma cambia strategia. Prepara un altro ricorso, stavolta al tribunale del lavoro, competente anche in materia assistenziale. Al nuovo giudice chiede di valutare se il parere del Bambin Gesù sulla partenza di Antonio sia vincolante, oltre alla possibilità che la asl partecipi alle spese per le cure.

Stavolta, i tempi sono record. In una settimana il giudice del lavoro di Viterbo fissa l’udienza e affida una consulenza tecnica a un medico che dovrà visitare Antonio, leggere una a una le carte, pronunciarsi sul parere dell’ospedale e sui risultati della cura americana. Tutto in un giorno: il nuovo giudice pretende accuratezza e velocità. Il 23 luglio l’udienza. Il 24 la consulenza è pronta ed è pronta l’ordinanza del tribunale: Antonio può partire perché ha bisogno di quelle cure. Un sogno che si avvera dopo mille avversità. 

“Anche i dottori ci hanno mostrato il massimo della comprensione – racconta Emanuela -. Le prime visite di Antonio erano fissate dal 14 luglio in poi. Ci sono venuti incontro in tutto e per tutto, nessun problema per spostarle. Partiremo il prima possibile”. I preparativi già fervono, tra la Regione e la Prefettura da avvisare e l’organizzazione del trasporto su un volo dell’aeronautica: gli stessi militari, che conoscono bene Antonio dopo averlo accompagnato per tre anni in California, hanno postato in massa sui social network il primo articolo di Tusciaweb su quel viaggio negato. 1600 condivisioni su Facebook per una battaglia sul diritto alla salute che è diventata di tutti. Una battaglia vinta.

“Posso solo ringraziare chi ci è stato vicino – dice Emanuela -, a cominciare dall’Ordine degli avvocati che si è offerto di aiutarmi fin dal primo momento. Da mamma, ma anche da avvocato, a nome mio e dei colleghi, mi sento di ringraziare il tribunale, nella persona del giudice che ha capito le esigenze di Antonio. Ringrazio lui e tutti i giudici imparziali, sensibili e di buona volontà. Attenti al diritto e al codice, ma anche alle questioni umane”.

Stefania Moretti


La mamma di Antonio: “Date a mio figlio la possibilità di curarsi” di Stefania Moretti

 


Condividi la notizia:
31 luglio, 2015

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/sindaco-cercasi-ci-vorrebbe-diogene/