Roma – Il suo piede mozzato era stato trovato nell’Aniene martedì scorso. Adesso la vittima ha un nome.
Si chiama Gabriele Di Ponto. Italiano, 37 anni, ultrà della Lazio con precedenti penali per spaccio di droga, rapina e violenza negli stadi.
Alla sua identità gli investigatori sono risaliti dall’esame delle denunce delle persone scomparse nelle ultime settimane. La conferma definitiva arriverà solo dopo la comparazione del dna con quello dei famigliari, ma sono già moltissimi gli indizi che portano a Gabriele.
L’arto è stato riconosciuto dall’ex convivente della vittima. La scritta tatuata tra la caviglia e il polpaccio che recita “Ogni giorno è buono per morire” non lasciava dubbi.
Accanto alla scritta, prodotta artigianalmente in carcere, sul lato interno del piede altri due tatuaggi: il pupazzetto di Mister Enrich, simbolo della tifoseria biancoceleste e la scritta “SS Lazio”.
“Avevamo denunciato la scomparsa di Gabriele nei giorni scorsi – hanno dichiarato i famigliari della vittima -. Era uscito lunedì senza più tornare”.
Ora le indagini puntano a chiarire il mistero sulla morte dell’uomo.
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