Viterbo – (g.f.) – “Una legge vergognosa”. Sulla Buona scuola di Renzi arrivano le picconate di Ferdinando Imposimato.
Il presidente onorario della Corte di cassazione, ospite dell’iniziativa voluta dal Movimento 5 stelle non ha dubbi: “E’ fatta con i piedi, mi viene la nausea a leggerla, non si capisce niente.
Sono disgustato”.
Di Difficile comprensione persino da una personalità come Imposimato, con un curriculum di tutto rispetto.
“Com’è scritta dipende dalla loro ignoranza e un po’ l’hanno fatto apposta. Le leggi più sono astruse, con doppi significati, più c’è possibilità di commettere abusi”.
Imposimato parla all’ex tribunale in piazza Fontana grande. La sala della corte d’assise è piena.
“Ci sono diversi aspetti d’incostituzionalità e gravi lesioni dei diritti umani. A cominciare dal diritto allo studio che deve essere gratuito.
Sono qui per difendere l’interesse della scuola pubblica per i figli dei miei nipoti e per quelli d’operai che non hanno risorse per permettersi un istituto privato”.
Sul fronte insegnanti, c’è il nodo compensi.
“Precari con settecento euro al mese. Molti si vergognano a dirlo. Professori di ruolo, dopo trent’anni percepiscono 1.600 euro al mese.
L’articolo 36 della Costituzione stabilisce il diritto a una retribuzione proporzionata a qualità e quantità del lavoro e tale da permettere una vita libera e dignitosa.
Questi compensi non consentono nemmeno di sopravvivere”.
Poi i precari costretti a spostarsi in zone disagiate.
“Ma l’articolo 33 della Costituzione stabilisce che l’insegnamento è libero e indipendente e i privati possono istituire scuole senza oneri per lo stato.
La Buona scuola favorisce i privati danneggiando la pubblica, sottraendo risorse”.
Quindi il comitato scolastico chiamato a decidere le scelte didattiche, composto da preside, genitori, ma anche da estranei. “
Valutano pure il merito dell’insegnamento. Come possono esprimere un giudizio imparziale. Le valutazioni si fanno in base a leggi, non spetta a un preside.
Altrimenti capita come avvenuto per l’università, si crea parentopoli”.
Imposimato ringrazia gli insegnanti presenti. “Ho stima e riconoscenza verso il vostro lavoro, per i sacrifici che affrontate. Sono stato un modesto studente, ma tutto quello che sono oggi lo devo alla scuola pubblica. Ecco perché la riforma dobbiamo combatterla in tutti i modi”.
A partire da uno sciopero generale: “A inizio anno scolastico. Comunque abbiamo già predisposto altre iniziative. Referendum con quesiti giusti, ricorreremo al Tar, al Consiglio di stato.
Qualche piccola vittoria è già arrivata. Anche i sindacati devono partecipare compatti alla battaglia, altrimenti li smascheriamo.
Servono azioni doverose di disobbedienza civile per revocare la legge al più presto”.
Accanto al presidente, i 5 stelle Massimiliano Bernini, Silvia Blasi e Silvia Chimenti.
Un prolungato applauso saluta la fine dell’intervento. Le parole d’Imposimato sono condivise e sottoscritte da tutta la platea.
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